“Eccessivo bisogno di farsi vendetta”
Pubblicato il 05/02/2010, 09:02:32 | Da Elisabetta Rossi | Categoria: disoccupati da morireDi fronte ad una tragedia simile, insieme al dolore, il sentimento più diffuso è l’incredulità. Non si può smettere di chiedersi come sia stato possibile, come un essere umano possa essere arrivato a tanto. È come se queste persone dicessero al mondo intero: “Allora lo vedete chi aveva ragione? Lo capite o no come mi hanno ridotto?”. Vogliono anche uccidere, però è un obiettivo secondario. Altrimenti aspetterebbero le loro vittime in un vicolo buio. E invece no, chiamano la società intera a testimoniare la legittimità del proprio dolore, della propria esclusione. Più di un raptus, un bisogno non controllabile di vendetta spettacolare che fa perdere il contatto con la realtà e, quindi, con le conseguenze del proprio gesto. Anche chi è vicino a queste persone non può arrivare a capire che il dramma sta per consumarsi perché la vendetta è una fantasia privata che accompagna e consola: uno se la porta in giro per strada maledicendo il mondo fra sé e sé. Ma in alcuni casi l’ ossessione è talmente forte che viene a galla con discorsi minacciosi e ripetuti più volte, che se minimizzati o non trovando riscontri pratici nella realtà della persona disturbata si concretizzano in tragedia. Le ossessioni, per loro stessa natura, possono invadere sempre più la vita fino a far perdere totalmente il controllo come testimonia questo drammatico caso, di fronte all’incapacità di darsi e di dare una spiegazione ai propri problemi la rabbia si trasforma lentamente in una vera e propria ossessione mentale e velocemente il futuro, nostro e altrui, perde ogni senso e valore.
