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“Il coraggio è
 il mio lavoro”

Pubblicato il 05/02/2010, 09:02:10 | Da Luigi Scardigli | Categoria: La storia
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Il piccolo Luca è al cellulare, sta parlando con la nonna, anche se la proiezione de “L’era glaciale”, in Tv, lo attrae decisamente di più. Ha da poco finito di fare colazione: ha ancora addosso il pigiamino e quella tosse che non se ne vuole andare. Eleonora invece, la sorellina quattro anni più grande, è a Firenze, con il padre, con il quale ha trascorso il Natale. La casa, piccolina, è sull’orlo di essere messa a soqquadro dai regali che sono arrivati da parenti e amici, ma Silvia, la padrona di casa, la mamma di Luca e Eleonora, nonostante tutto, riesce a tenere sotto controllo la situazione. Nonostante due uomini che le hanno regalato altrettanti figli, senza però essere stati capaci di darle almeno l’illusione di essere disposti ad amarla per tutta la vita e, nonostante una malattia che la perseguita da quando era bambina, una rara patologia che l’ha costretta a trascorrere un anno tra i letti del Mayer di Firenze e quelli del Gaslini di Genova, prima di venir ricoverata, grazie al papà membro dell’aeronautica militare, a Parigi, dove le hanno asportato una milza. 
“E’ dura, ma ho l’obbligo di pensare che ce la posso fare, che ce la devo fare – racconta Silvia Giuliani, 32 anni, pistoiese, una delle tante addette Answers che vantano un contratto a tempo indeterminato senza però riscuotere lo stipendio, da alcuni mesi -, non foss’altro per queste due mie creature che almeno il senso, alla mia vita, glielo hanno dato: se sarò anche un po’ fortunata, d’ora in avanti, le mie stelle mi indicheranno anche la strada”. Perché dopo averle asportato la milza, a Silvia, perennemente sotto controllo sanitario, il personale di alcuni nosocomi specializzati le hanno diagnosticato anche una forma di leucemia che non l’ha condannata a morte, ma che la fa vivere con il fiato sospeso, in eterno e precario equilibrio tra una discreta salute apparente che non le oscura la bellezza e il male che potrebbe coinvolgerla in un battibaleno e portarla via. Un limbo che non è riuscito a scoraggiarla, perché Silvia ha frequentato il corso alberghiero di Montecatini e dopo aver ottenuto un brillante diploma, ha iniziato a lavorare, nel 1995, in vari alberghi di Firenze e del centro termale, fino ad ottenere, dieci anni più tardi, il riconoscimento e la qualifica di capo ricevimento, conferitole al Tamerici.
“Nel 2001 ho conosciuto Daniele, il padre di Eleonora, con il quale, tutto sommato, ho conservato rapporti decenti: nostra figlia, per questo natale, è andata a stare da lui, a Firenze, ma tra poco torna, per fortuna”.
I genitori di Silvia, questa gravidanza fuori dal matrimonio non l’hanno mai digerita e i rapporti, mai stati idilliaci, non fanno che peggiorare, diventando quasi impossibili il giorno che Silvia e Daniele decidono di lasciarsi. Qualche tempo dopo arriva Gianluca, torinese. Memore delle precedenti resistenze e innumerevoli contrattempi, Silvia, stavolta, decide di condire il suo nuovo amore convolando a nozze, ma nemmeno stavolta la fortuna è dalla sua parte. 
Dopo la nascita di Luca infatti, il feeling tra Silvia e Gianluca si incrina, fino a deteriorarsi irreparabilmente, con tanto di separazione legale e causa giudiziaria. “Nel 2007, finalmente, una buona notizia: leggo su internet che Answers, la ditta di servizi di Pistoia legata al colosso Phone Media, sta cercando lavoratori specializzati: invio il mio curriculum, che negli anni si è impreziosito anche di altre nobili referenze, soprattutto informatiche e mi chiamano per un colloquio. Convincente, immagino, perché da lì a poco vengo assunta”. Il resto, di questa maleodorante pagina di capitalismo malato e criminale che forse conoscerà giustizia solo quando si deciderà un commissariamento e un’incriminazione penale per quelli che ci hanno speculato attorno, evitiamo di raccontarvelo. Silvia però – che è regolarmente assunta senza però percepire stipendio, è anche un’attivista dei comitati di base, una sigla sindacale questa particolarmente invisa tanto alla dirigenza quanto agli allineati confederali -, non si smaterializza e i suoi due figli crescono. 
“Per questo natale non sapevo proprio come fare: ho fatto qualche movimento su E-bay e dopo essere riuscita a vendere quasi tutti i miei vestiti, ho racimolato 200 euro. Per comprare una bambola ad Eleonora e qualche drago a Luca, sono bastati: ma ora”?
Anche l’Usl, Silvia, la tiene d’occhio, perché vogliono sapere come faccia a provvedere ai suoi figli.
“Sono in grado di reggere l’urto e le difficoltà ancora per qualche mese: poi non saprò più a quale santo rivolgermi”.
Suona la porta di casa. E’ un suo vicino, che vive sullo stesso pianerottolo di questo piccolo ma dignitosissimo condominio nel centro di Montecatini. E’ un indiano, che non sa nulla di informatica, ma è un grande cuoco e lo scambio consiste in questo: Silvia gli mette a posto computer e telefonini, lui prepara per lei e i suoi due marmocchi delle vere e proprie leccornie.
“Un giorno la fortuna passerà anche sotto casa mia: speriamo di essere in salute, quel giorno, per poter prendere in braccio Luca e dare la mano ad Eleonora; e speriamo anche di essere vestita carina, per poter salire sulla carrozza”.

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