“Ma che musica a Sanremo?”
Pubblicato il 06/03/2010, 09:03:31 | Da Diletta Severi | Categoria: TalentiSi è da poco conclusa la 60esima edizione del Festival di Sanremo, con il solito strascico di polemiche su vincitori e vinti. Non ci interesseremmo della kermesse, se non fosse che a Montecatini è nato, cresciuto, e tutt’ora ci vive, un giovane trentenne che il palco dell’Ariston lo ha calpestato e che l’aria inebriante del Festival l’ha respirata. E che soprattutto, il sogno di partecipare alla gara lo ha accarezzato da molto vicino.
Riccardo Ancillotti ha sempre mangiato pane e musica: passione tramandata in famiglia, si è trasformata, negli anni, in grandi soddisfazioni personali e professionali, culminate, lo scorso anno, con la partecipazione al concorso web indetto, appunto, dal Festival. Dopo aver superato, a Roma davanti la commissione del Festival, la selezione tra 500 partecipanti viene inserito nella rosa dei 90 prescelti per il concorso “Sanremo Web”. Cantando la sua “Fai così” supera un primo turno, il secondo, e al terzo deve, purtroppo arrendersi. La RAI, però, lo sceglie e lo ospita per le cinque serate ufficiali sul palco dell’Ariston. In realtà non è la prima volta che il nome di Riccardo viene accostato a quello della manifestazione canora più importante: nel 2005, infatti, partecipa alla gara Umberto Tozzi con il brano “Le parole” – che ha dato il titolo all’album dell’artista - scritto da Riccardo (firmato, poi, Tozzi-Ancillotti). Il piazzamento lusinghiero e il successo della canzone aprono, ufficialmente, a Riccardo le porte alla totale maturazione professionale.
Cosa ne pensi di questa edizione sanremese?
Niente da eccepire sullo spettacolo televisivo. Tutto, sicuramente, ben riuscito. Per quanto riguarda il livello artistico, si è verificato, a mio avviso, il solito vecchio problema che, purtroppo, sta diventando un’abitudine consolidata: gli artisti migliori (vedi Grandi o Malika) escono. E quest’anno è risultato molto evidente il dislivello qualitativo tra chi è uscito e chi è rimasto, entrando in finale.
Anche quest’anno ha vinto un “prodotto” di Amici: i talent show si stanno dimostrando “fabbriche” di artisti di successo. Perché tu non hai mai intrapreso questa strada, puntando, invece, direttamente al Festival?
Nonostante ammetta ci possa essere la volontà e l’intenzione di partecipare ad un talent show (sono programmi dalle grandi potenzialità), credo che per un cantante di musica leggera il Festival di Sanremo sia, comunque, l’obiettivo principe da raggiungere. E’ una strada che si deve per forza tentare perché una delle poche che garantisce visibilità duratura. Le multinazionali, oggigiorno, non investono più sugli sconosciuti ma solo su chi ha già acquisito notorietà.
A che punto è la tua maturazione artistica?
Mi sento sicuramente più maturo professionalmente e artisticamente. Sono anche molto soddisfatto del mio lavoro: continuo a scrivere (Cosa vuoi che sia, l’ultima mia fatica), a comporre, collaboro con artisti di livello. Mi impegno, quotidianamente, per raggiungere il mio sogno: lo faccio per l’amore che mi lega alla musica, per prima cosa, ma anche per raggiungere un po’ di notorietà. C’è sicuramente bisogno di una gratificazione “sociale” ed economica per poter andare avanti, altrimenti non farò mai il salto, il passaggio da una semplice passione al lavoro della vita.
Ancillotti alla caccia di talenti
Musicista, compositore, cantante e da prestissimo anche talent scout. Riccardo Ancillotti infatti metterà a disposizione la sua competenza artistica per scovare, valutare e promuovere i giovani talenti valdinievolini. In estate il musicista, insieme a “Il Giullare” , organizzerà un talent show, che inizierà proprio sulle pagine di questo giornale. Ancillotti, ogni mese, in un’apposita rubrica, presenterà i talenti della musica (ma non solo) della Valdinievole.
Inviate le vostre storie all’indirizzo di posta elettronica: info@ilgiullare.com Sarà lui a valutarle.

Gli do i miei migliori auguri per la sua tenacia e costanza (mi scusi il mio italiano,perche parlare so bene ma scrivere sicuramente ho dei problemi ortografici,sono cubana,spero mi capisca).Comunque sono fiera delle persone che come lei lottano per arrivare al massimo della carriera,e non si fermano davanti a niente,e non solo pensa a se ma anche a quelli che come lei hanno un sogno nel cassetto e trovano dificolta a realizarlo,può darse che un giorno possa sentire le sue belle composizioni,penso che saranno molto belle di sicuro,e come Lamporecchiana anche sento l’obligo di felicitarle ed augurarli tutto il meglio per la sua carriera artistica e personale.