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“Sono viva grazie ai miei libri”

Pubblicato il 30/10/2009, 04:10:49 | Da Diletta Severi | Categoria: La storia
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La scrittura, per Mila, è terapeutica. La scrittura, per Mila, è libertà. La scrittura, per Mila, è la vita stessa. Perché Mila Becarelli, una giovane donna di quarantatre anni, è costretta da anni su una sedia a rotelle, a causa di una rara malattia genetica progressiva che la limita nei movimenti, fino a renderle problematico anche il più semplice gesto, come parlare o lavorare al computer. Mila, però è una donna vivace, attenta e curiosa. Ed è una bravissima ed affermata scrittrice. Sono, ormai, dodici anni che scrive: lo fa per mestiere, certo, ma soprattutto per passione. Quando le chiediamo come ha cominciato ci risponde che stava attraversando un brutto momento – non solo per il progressivo sviluppo della malattia – di solitudine e  di emarginazione e ha deciso di fermare su carta quelli che erano i suoi sentimenti. Si è sentita subito meglio, e ha compreso il potere della scrittura. Un potere “curativo” da una parte, e uno comunicativo, che le permette di far conoscere al pubblico ciò che dimora nella sua anima. Da allora, non si è più fermata. La fantasia di Mila è fervida, la curiosità mai sazia. Scrive, soprattutto, bellissimi racconti per bambini: e già solo dai titoli o dai nomi bizzarri che dà ai suoi personaggi si capisce che in lei c’è un grande talento, e una grande sensibilità per il mondo dei più piccoli. Ah..queste carote è stato il suo primissimo lavoro, pubblicato, poi nel 1999 nella raccolta Formicolando e affini (Lo Faro Editore). L’anno dopo esce La scrittrice di sogni e nel 2001 Filoblù ed altre storie (entrambi per la casa editrice L’Autore Libri di Firenze). La notorietà di Mila cresce, i riconoscimenti fioccano e i suoi libri vengono stimati ed apprezzati da piccoli e grandi. Grazie all’aiuto di Luisella, sua amica, ha la possibilità di girane per le scuole, incontrare bambini, partecipare ad eventi culturali, conoscere gente e farsi conoscere dalla gente. Il contatto umano per Mila è fondamentale. E’ la sua prima fonte di ispirazione. Ascolta i racconti degli amici, storie di vita quotidiana, le elabora e da queste trae spunto per le sue opere. Nel 2007 pubblica il suo lavoro più impegnativo Teniamoci in contatto, la storia commovente di una donna che scopre di aspettare un bambino dal proprio compagno quando, ormai, la relazione è finita. E’ stato un importante traguardo per Mila riuscire a scrivere un racconto di narrativa e non di fantasia, destinato ad un pubblico adulto. Ci spiega che scrivere di fantasia è molto più facile: le idee si susseguono con facilità e rapidità, un fiume in piena che prende forma e consistenza senza grandi intoppi. Ma la narrativa è un’altra storia. La difficoltà più grande è stata, però, di natura tecnica. Per Mila è difficile e stancante scrivere al pc. La sua postazione di lavoro è particolare e bene attrezzata (tastiera con tasti grandi, braccioli per poggiare le braccia, prolunghe da mettere alle dita realizzate da suo padre Luigi) ma lo sforzo fisico è, ugualmente, elevato. Quindi, Mila, si affida alla disponibilità di un’insegnante in pensione che va da lei qualche pomeriggio a settimana e batte al computer ciò che Mila le detta. Ma dettare una favola è più facile che trasferire emozioni, pathos, sensazioni di una storia vera. Tuttavia, nonostante il lavoro estremamente difficile, Mila è riuscita nel suo intento e gli elogi non sono mancati. Chi pensa a Mila come ad una donna solo dolce e sensibile, curiosa e talentuosa si sbaglia: c’è molto coraggio in lei, determinazione, grande senso di giustizia. Ci racconta un aneddoto, molto esplicativo: tempo fa andò con i genitori (Viviana, la madre e Luigi il padre) a Collodi, per una visita al famoso Parco di Pinocchio. Fu impossibile per lei, già costretta sulla sedia a rotelle, visitare il Parco, costellato di barriere architettoniche (scalinate su tutte). Mila, allora, scrisse a giornali e televisioni. Il suo caso finì alla Vita in Diretta e il Parco si attrezzò per ospitare visitatori nelle stesse condizioni di Mila. Fu proprio lei a tagliare il nastro che inaugurava la nuova struttura. Aldilà della facile retorica, conoscere la storia di Mila è stata una fortuna: la forza di volontà di questa ragazza è, quasi materialmente, percepibile, la serenità che emana incoraggiante, la simpatia contagiosa, la voglia di vivere un esempio. E se le chiediamo qual è il suo sogno nel cassetto, ci risponde: “Vorrei che i miei libri potessero aiutare qualcuno”. La sensibilità, disarmante.

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