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Il caso AIAS

[singlepic id=2616 w=320 h=240 float=left]“I lavori del centro devono proseguire”

ALESSANDRO MANNELLI
PROGETTISTA ARCHITETTONICO

“L’unica cosa indispensabile, più che importante, in questo preciso momento, è quella di andare avanti con i lavori e non perdere altro tempo. Non mi permetto lontanamente il lusso di insinuarmi nella diatriba giuridica del commissariamento per sposare l’una o l’altra causa, ma da progettista architettonico del nuovo centro Aias posso soltanto dire che i rischi che si potrebbero correre potrebbero avere risvolti devastanti e incalcolabili danni economici. Allo stato attuale delle cose la struttura è al grezzo, in attesa di lavorazione e ultimazione: gli agenti atmosferici ai quali è esposta potrebbero deteriorare, anche in modo totale, la sicurezza e la messa in opera. Ho usato il condizionale perché non c’è alcuna certezza matematica tra l’esposizione al freddo e al gelo, come alla pioggia e al caldo, che generi una più o meno incidente destabilizzazione. Resta il fatto che a questo stato di cose i rischi aumentano in modo esponenziale e ogni giorno in più che si sta fermi è un giorno in più regalato all’alea dei rischi. Senza sottovalutare poi l’altro aspetto economico, quello del preventivo dei costi: senza alcuna interruzione i lavori si sarebbero ultimati, approssimativamente, entro una certa data, oscillante per ovvi e imponderabili circostanze; in questo caso non si sa più quando si potrà scrivere la parola fine”.


“I toni da crociata non sono mai utili. Serve il dialogo con i vertici nazionali”

[singlepic id=2565 w=320 h=240 float=right]ALESSIO BARTOLOMEI – PDL – PISTOIA

Il commissariamento dell’Aias di Pistoia da parte dell’Aias nazionale  ha destato non poche perplessità in tutta la cittadinanza. Quando si ricorre ad un provvedimento di quel  tipo viene da pensare a fatti gravi: violazioni di norme, statuti e regolamenti, irregolarità amministrative o contabili, ecc… Sinceramente ho la sensazione che dietro non ci sia nulla di tutto questo, e il fatto che lo stesso commissario  non abbia mai chiarito fino in fondo il reale motivo del commissariamento me lo conferma. Non entro nel merito della legittimità dell’atto di commissariamento, visto che è pendente presso il tribunale di Pistoia una apposita causa processuale, ma mi chiedo come sia stato possibile arrivare fino a questo punto. Credo che presiedere una onlus da oltre 40 anni, in una città che tende alle invidie ed alle gelosie come la nostra, possa aver suscitato le reazioni scontente di alcuni soci, i quali hanno avuto buon gioco nel criticare, di fronte al nazionale, una gestione troppo cristallizzata  e  accentratrice, seppure di innegabile efficacia. Una eccessiva rigidezza nella reazione unita ad un tocco di sicumera da parte dello storico Presidente hanno fatto il resto: forse sarebbe bastato instaurare un dialogo più disteso e rilassato con il nazionale per evitare questo provvedimento. Adesso la questione è esplosa in tutta la sua gravità e sta creando non pochi disagi nella gestione quotidiana delle varie strutture di assistenza, anche se ritengo un po’ eccessivi e anche poco utili alla soluzione del problema, certi toni da crociata volti a sostenere e ad asseverare il ragionamento che la gestione commissariale potrebbe portare alla chiusura delle strutture medesime. Credo che sarebbe, invece, opportuno sollecitare con decisione un rapido incontro, o, se non dovesse essere sufficiente, tutti quelli che servono, tra i vertici nazionale e locale dell’Aias per concordare insieme una via d’uscita che restituisca all’Aias di Pistoia una guida democraticamente eletta dalle famiglie degli assistiti oltreché ben riconosciuta  dall’intera città, affinché possano proseguire gli importanti progetti di sviluppo che sono già stati messi in campo e che nessuno può pensare di interrompere.


“Patrimonio civile e sociale della città”

[singlepic id=2571 w=300 h=220 float=left]MAURO CIAVARDINI
VICE QUESTORE DI PISTOIA

“L’Aias è un vero e proprio patrimonio civile e sociale di questa città, che in questi anni ha fortemente inciso su quelle famiglie meno fortunate, assicurando servizi, cure e terapie di insostituibile e inestimabile valore rivolte con professionalità e amore.

Ed è proprio in virtù della sua specifica collocazione che occorre fare qualsiasi sforzo affinché l’associazione resti e possa rinnovarsi. Premessa indispensabile questa che non può fare a meno della indispensabile correttezza e chiarezza gestionale che deve contraddstinguere l’Aias, che proprio in virtù della nobiltà dei suoi fini, ha bisogno della totale trasparenza amministrativa.


“I deboli prima di tutto”

[singlepic id=2612 w=320 h=240 float=right]MASSIMO BIANCHI
AUTISTA AIAS

“Sono stato assunto all’Aias, come autista, il 2 febbraio 1977: di questa vicenda che sta pericolosamente movimentando il nuovo centro che sta per nascere non ne so assolutamente nulla. So solo che lavoro lì da 33 anni e che in questo lunghissimo periodo, che è coinciso con gli anni più belli della mia vita, oltre ad aver potuto personalmente constatare la pazienza di Luigi Bardelli nel sopportarmi, ho soprattutto visto un’infinità di ragazzi poco fortunati crescere, invecchiare e qualcuno anche morire: da tutti loro però, ogni giorno, prendendoli e riportandoli a casa, ho ricevuto tante lezioni di vita, che mi hanno aiutato a dare la misura e il senso della felicità. Per questo mi auguro davvero che il nuovo centro prenda quanto prima vita: i suoi meravigliosi utenti non possono aspettare”.


“Forse è arrivato il momento di cambiare”

[singlepic id=2608 w=320 h=240 float=left]GIUSEPPE IRACI
PRESIDENTE COMUNITA’  INCONTRO

“L’Aias è senza mezzi termini una delle realtà più importanti per la città, nobile e antica. Non conosco bene le vicende giuridiche legate al commissariamento che hanno portato l’azienda all’attenzione della cronaca. Posso soltanto dire, da navigato esperto di una comunità  (Incontro), che presiedo da alcuni anni, che esistono, anche qui, in queste realtà, i cicli esistenziali. Ad iniziare dal nome, tanto per fare un esempio: associazione italiana assistenza spastici. Beh, credo che anche nella definizione, risieda, forse, un po’ di antico che deve essere necessariamente svecchiato, visto e considerato che sono ormai anni che i destinatari di questa struttura vengono definiti “diversamente abili” e non “spastici”. Per quanto riguarda il Presidente, Luigi Bardelli, contro il quale non ho alcuna rimostranza da fare, credo, proprio come è successo qui da noi con l’ex presidente, Franco Marchesini, che ad un certo punto giunga l’ora di farsi da parte e non perché si sia vecchi e non più utili, ma proprio per evitare che l’associazione che si dirige e nella quale ci si immerge, anima e corpo, da moltissimi anni, corra il rischio di identificarsi nella nostra persona. Si parla tanto, in politica come nelle attività sociali e commerciali, di un necessario ricambio generazionale, uno svecchiamento capace di rendere a quelle attività il coraggio, la forza e le idee per rinnovarsi. Vale anche per la Comunità Incontro e per l’Aias”.

4,

set at 6:10 PM

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4 Responses to Il caso AIAS

alessio 4 ottobre 2010 at 23:43

capisco andrea,però non si puo pretendere che la cittadinanza si schieri a priori con l’aias,la gente vuole/deve sapere
io sono vicino a tutti i ragazzi dell’aias e spero il meglio per loro,però di certi personaggi non mi fido proprio
grazie per la risposta:)

Il Giullare

Il Giullare 1 ottobre 2010 at 10:52

Alessio, la tua è una valutazione giusta.
Ma noi, pur provandoci in tutti i modi, pur scavando, chidendo, non siamo riusciti ad avere notizie più precise di quelle che lo stesso presidente Luigi Bardelli, ci ha fornito nell’ampia intervista che gli abbiamo dedicato il numero scorso. Segno, probabilmente, che Bardelli, almeno, dice, dalla sua parte, le cose come stanno. Dall’altra non siamo riusciti ad avere dettagli. Ma solo: “sono notizie riservate, non possiamo fornirle ai giornali”.
Andrea Spadoni

alessio 29 settembre 2010 at 20:00

Mai nessun giornale,telegiornale o sito web che ci ha spiegato il vero motivo del commissariamento dell’aias…come mai?

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