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	<title>Il Giullare &#187; Esclusivo</title>
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	<description>Mensile di Approfondimento della Valdinievole e di Pistoia</description>
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		<title>“Giusto investire sull’ospedale”</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 17:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Giullare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa ci aspettiamo da un ospedale? Assistenza e cura, prima di tutto. Ma anche conforto, rassicurazioni, attenzione. Senza dimenticare la sicurezza. Per adempiere a tutti questi compiti, un polo ospedaliero deve avere una struttura adeguata, personale preparato e in numero proporzionato ai degenti, opportuni finanziamenti. In vent’anni gli ospedali della Toscana sono scesi da 93 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa ci aspettiamo da un ospedale? Assistenza e cura, prima di tutto. Ma anche conforto, rassicurazioni, attenzione. Senza dimenticare la sicurezza. Per adempiere a tutti questi compiti, un polo ospedaliero deve avere una struttura adeguata, personale preparato e in numero proporzionato ai degenti, opportuni finanziamenti.</p>
<p>In vent’anni gli ospedali della Toscana sono scesi da 93 a 40, con la riduzione di oltre diecimila posti letto. Una politica di tagli sulla sanità è una tendenza sbagliata, da invertire il prima possibile. La popolazione invecchia e sono necessarie strutture che offrano assistenza a tutti coloro che lo richiedano. Non a caso l’America di Obama, dimostrazione della modernità, sta lavorando ad una riforma sanitaria che permetterà a tutti di curarsi. E noi, consapevoli che il nostro sistema, uno dei più invidiati al mondo, offre già questa possibilità, non dobbiamo certo lavorare per distruggerlo o definanziarlo a scapito della sicurezza.</p>
<p>In Valdinievole c’è un problema aperto. Mantenere o ricollocare l’ospedale è una questione all’ordine del giorno da anni, ma le ragioni politiche sembrano prevalere sul buon senso. Infatti al primo posto ci dovrebbe essere l’interesse dei cittadini e questa zona ha evidentemente bisogno di un miglioramento. Che può interessare l’ospedale di Pescia, con un rinnovamento pressoché totale della struttura che purtroppo presenta impianti inadeguati (ho visto un paziente restare chiuso nell’ascensore mentre lo trasportavano in sala operatoria), oppure un nuovo complesso, dove il passato lasci strada all’ammodernamento. L’ipotesi di costruire un ospedale in una zona più centrale per i comuni della Valdinievole e più raggiungibile dall’autostrada mi sembra un’idea ispirata al buon senso. Realizzare una struttura all’avanguardia, che potrebbe diventare un punto di riferimento della zona nord della Toscana, è un traguardo che tutti dovremmo auspicare. Senza rinunciare alla parte più moderna del polo pesciatino, che può servire per il primo soccorso e la lunga degenza, punto di riferimento anche per la piana lucchese. E perché, poi, non usare il resto dei finanziamenti destinati a Pescia in investimenti turistici, primo tra tutti un parco in onore di Pinocchio, che potrebbe attrarre migliaia di persone?</p>
<p>Del resto, quando si varca la soglia di un nosocomio siamo deboli e indifesi, nelle mani di chi dovrà curarci. Mai come in ospedale ci spogliamo di qualsiasi arma di difesa. Quindi nessuno di noi vuole vivere realtà dove bisogna combattere per avere una pomata o un’ecografia in più. Eppure le risorse vengono tagliate, il personale costretto a controllare meno e peggio. É per questo motivo che si fa sempre più necessario un investimento consistente anche per la Valdinievole, dove c’è un ospedale che si occupa, al contrario di molti, di curare tutte le patologie, da un’ernia inguinale fino a alle operazioni al cuore. Il tutto valutando quali sono le priorità dei pazienti e di chi li assiste, di chi deve raggiungere la struttura, di chi vuole parcheggiare la macchina senza perdere tempo in estenuanti ricerche aggravando l’ansia di un familiare ricoverato, di chi è sopra un’ambulanza e spera di raggiungere subito un letto d’ospedale.</p>
<p>[singlepic id=1731 w=200 h=140 float=left]<br />
<strong>Servizio a cura di Caterina Perniconi</strong><br />
Caterina Perniconi, 29, è originaria  di Ponte Buggianese.  E’ giornalista professionista de “Il Fatto Quotidiano”, collabora con  “Vanity Fair” e “Prima Comunicazione”</p>
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		<title>Sorgerà qui il nuovo ospedale?</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 17:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Spadoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La posizione di due medici, che sono anche sindaci di due comuni della Valdinievole è chiara. “I legittimi proprietari dell’ospedale della Valdinievole sono i cittadini”. Le parole di Massimo Niccolai e di Giuseppe Bellandi, rispettivamente primi cittadini di Massa e Cozzile e Montecatini (Bellandi è anche presidente della Società della Salute), ci sentiamo di appoggiarle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La posizione di due medici, che sono anche sindaci di due comuni della Valdinievole è chiara. “I legittimi proprietari dell’ospedale della Valdinievole sono i cittadini”.</strong> Le parole di Massimo Niccolai e di Giuseppe Bellandi, rispettivamente primi cittadini di Massa e Cozzile e Montecatini (Bellandi è anche presidente della Società della Salute), ci sentiamo di appoggiarle in pieno. I sindaci proseguono: “Il Cosma e Damiano, sia pur tra mille difficoltà, si è sempre rivelato all’altezza del compito, grazie alla qualifica e all’impegno dei professionisti e dei dipendenti che vi lavorano”. E anche questo è vero. Il punto oggi, però, è anche un altro ed è quello che fa infiammare la politica.</p>
<p><a href="http://www.ilgiullare.com/wp-content/uploads/2010/03/ospedale-area.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1636" title="ospedale-area" src="http://www.ilgiullare.com/wp-content/uploads/2010/03/ospedale-area-300x297.jpg" alt="" width="300" height="315" /></a></p>
<p><strong>PESCIA SI, PESCIA NO</strong><br />
L’ospedale di Pescia, per essere all’avanguardia, ha bisogno di ristrutturazioni? Bene, i fondi pare siano pronti: 12 milioni di euro che la Regione avrebbe già in magazzino da destinare alla ristrutturazione del nosocomio pesciatino. Troppi per un ospedale già funzionante? Ecco che sorge l’ipotesi del nuovo ospedale. Alcuni sindaci lo vorrebbero a casa propria altri, soprattutto i rappresentanti delle istituzioni pesciatine, prenderebbero come una bestemmia solo l’idea di spostare la struttura ospedaliera storicamente radicata nella città dei fiori. Un dibattito politico senza fine, mentre a Pistoia, al campo di volo è già nella fase operativa la realizzazione del nuovo ospedale: bello e potenziato nelle specializzazioni mediche e diagnostiche. Vogliamo perdere quello che già abbiamo?<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>L’OSPEDALE AL TIRO A VOLO </strong><br />
Se la politica parla, noi ci siamo messi al lavoro e abbiamo fatto una curiosa scoperta: un’area di proprietà dell’Asl  3 ideale per la costruzione di un ospedale. La zona è quella del Tiro a Volo, nel comune di Pieve a Nievole. Un’ampia distesa di campi che dal catasto risulta vasta circa 55 ettari. [singlepic id=1766 w=320 h=240 float=left]E’ grande, perfetta da un punto di vista logistico (pensiamo al progetto del nuovo casello autostradale in zona “Vasone”). A Pescia, invece, l’area non c’è e l’attuale Cosma e Damiano nel centro storico, non può essere allargato. Qualcuno aveva pensato a Ponte Buggianese, alla Camporcioni, all’area dove un tempo si pensava di realizzare il mega-magazzino Conad. Qui le problematiche sarebbero enormi: il terreno è meno ampio (circa 18 ettari e mezzo), la destinazione d’uso è commerciale/artigianale e i proprietari andrebbero espropriati, con il consumo di soldi pubblici. Non resta che il Tiro a Volo, che a noi sembra un sito perfetto e non costerebbe niente, dato che l’Asl ne è già proprierario. L’idea è solo nostra o qualcuno negli uffici della Asl ci aveva già pensato?</p>
<p><strong>“Miglioreremo i servizi, ma la sede resta a Pescia” [singlepic id=1745 w=260 h=180 float=right]</strong></p>
<p>“Va ricordato innanzitutto che l’Ospedale “ SS. Cosma e Damiano” di Pescia è un presidio sanitario storico per tutta la Valdinievole e raccoglie un  bacino di utenza proveniente dalla montagna e dalla piana di Lucca. Va detto che, nel corso degli anni, ha subito un depauperamento, in primo luogo perché logisticamente inserito fra due importanti ospedali di Lucca e Pistoia. Questa amministrazione ritiene prioritario il mantenimento della struttura a Pescia, sia per la storia ormai centenaria e strategica, anche  per la vicinanza di importanti servizi, quali la Ferrovia. E’ vero tuttavia che l’ubicazione dell’ospedale nel centro storico richiede da parte nostra un importante sforzo logistico per migliorare la circolazione e le funzioni dei servizi, quali parcheggi, snellimento traffico, viabilità, strutture di supporto. L’Amministrazione sta portando avanti attività di competenza come: 1 &#8211; decisivo aumento delle aree destinate a parcheggio, con differenziazione a secondo della tipologia di utente ( parenti, personale, portatori handicap) fruibili anche da parte degli utenti del Tribunale.  2 &#8211; Creazione di un’area a circolazione limitata. Stiamo anche lavorando per riportare la mensa dell’Ospedale nella zona ospedaliera stessa, visto che ad oggi la qualità del cibo per gli oltre trecento degenti, è oggetto di frequenti lamentele, perché confezionato a Pistoia, portato a Pescia e preso in carico da un’altra ditta che procede alla distribuzione. In questo quadro, è indispensabile che l’Asl porti a rapido compimento le opere relative alle strutture della Riabilitazione e del Pronto Soccorso, per le quali la Regione Toscana ha già impegnato 12 milioni di euro e che a tutt’oggi subiscono un inspiegabile ritardo. Di contro assistiamo, in questo momento elettorale, al solito balletto di iniziative sulla sede del nuovo ospedale. In conclusione, avendo da governare la città di Pescia per cinque anni, mi preoccupo più concretamente che l’attuale ospedale funzioni ed operi nelle migliori condizioni possibili  e che nel Piano strutturale di Pescia, che andremo ad approvare entro l’estate, sia prevista un’area dove, in futuro, se e quando la Regione Toscana darà indicazioni e concreta disponibilità, sia possibile  costruire il nuovo ospedale.”<br />
<strong>Roberta Marchi &#8211; Sindaco di Pescia</strong></p>
<p><strong>[singlepic id=1716 w=260 h=180 float=left]“Costruiamo una nuova struttura. Manteniamo anche il Cosma e Damiano”</strong></p>
<p>Per l’adeguamento dell’Ospedale di Pescia fu sottoscritto, tra il presidente della Conferenza dei Sindaci e l’assessore regionale alla Sanità, un protocollo d’intesa che prevedeva di investire sull’ospedale 12 milioni di euro oltre a quelli già previsti dall’azienda Usl. L’investimento era finalizzato soprattutto, ma non solo, sul comfort alberghiero (tutte camere a due letti con bagno). Fatti i primi passi (affidamento di un incarico per il progetto preliminare) e definiti, anche a seguito di ciò, 5 o 6 lotti di interventi, molti cominciarono a interrogarsi su che cosa volesse dire calare 12 milioni di euro di lavori su una struttura aperta e funzionante. Nasce da queste domande l’idea di un nuovo Ospedale. Prendemmo contatti per questo con l’Assessore Regionale, con i Sindaci della Valdinievole per una decisione condivisa. Ci incontrammo con la Fondazione Michelucci (massima autorità in materia) alla quale, come comune di Pescia in accordo con la conferenza dei Sindaci, avremmo affidato un incarico per accertare la necessità o meno di una nuova struttura ospedaliera e la sua collocazione. Questi sono i fatti. Credo che abbiamo già perso due anni preziosi. Per le incertezze della mia maggioranza di allora, per le contraddizioni della maggioranza attuale, divisa tra la raccolta delle firme contro il nuovo ospedale promossa dall’assessore alla sanità e la disponibilità manifestata dal Sindaco in Consiglio Comunale e sulla stampa, per le fughe in avanti di qualche altro Sindaco che ritiene potrebbe beneficiare il proprio territorio di un ospedale. La mia posizione la sintetizzo in tre punti: 1) Credo che sia abbastanza scontata la necessità di costruire un nuovo Ospedale per la Valdinievole, dimensionato sulle moderne esigenze della sanità. 2) Il nuovo Ospedale non è alternativo agli investimenti sulla vecchia struttura, semmai integrativo. 3) La collocazione di nuovo Ospedale non può prescindere da un ragionamento sulla baricentricità dell’utenza attuale che si allarga alla piana di Lucca, sulla cultura di un territorio, sulle risorse finanziarie che oltre che dal livello regionale e nazionale dovranno venire anche da quello locale.<br />
<strong>Antonio Abenante &#8211; Ex Sindaco di Pescia</strong></p>
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