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Pane, bar e ristoranti invadono Massa e Cozzile

Passeggiando per Massa e Cozzile è difficile non accorgersi del curioso proliferare di attività commerciali equivalenti fra loro: una giungla di bar, ristoranti, panifici, pasticcerie, punti di ristoro. Dati alla mano (fonte SUAP, Sportello Unico Attività Produttive), nel 2011 le licenze date (e/o rinnovate) di tipo “commerciale”, quelle cioè adatte per avviare un bar o un ristorante sono state 79. Poiché da queste, c’è da scorporare le licenze proprie dei negozi o di chi presta servizi particolari, abbiamo fatto un conteggio più spicciolo, ma ugualmente efficace: uno ad uno abbiamo individuato dodici attività dislocate nei mille metri circa di Via Primo Maggio (un tratto della strada principale, per intendersi, che collega Montecatini Terme a Borgo a Buggiano): un panificio che fa anche pasticceria e colazioni, una pizzeria da asporto, una rosticceria etnica, quattro bar con colazioni e pranzi veloci, due ristoranti, una gastronomia con angolo pizza e ristoro.  Spostandoci in località Traversagna, quattro ristoranti intorno ad una rotonda e in Via Bruceto altre tre attività, l’una a pochi metri dall’altra, che offrono più o meno i soliti servizi. Eppure, nonostante qualche commerciante lamenti questa situazione, è tutto estremamente in regola, in virtù del decreto Bersani del 2006, della Direttiva UE Bolkestain che ha trovato attuazione in Italia nel 2010 e per finire della Legge 148 del 2011, che hanno dato il via libera alle cosiddette liberalizzazioni. “In un anno – ci spiega Anna Fornaro, titolare del Bar Campus –  hanno aperto un ristorante ed un bar, entrambi a trecento metri da me. Mi sono tappata occhi ed orecchie e ho deciso di proseguire tranquilla per la mia strada, confidando nel fatto che la mia è un’attività polifunzionale (ormai dal 1999, ndr): faccio ristorazione veloce, aperitivi, colazioni e ho i campi da calcio. Anche se il mio lavoro, fortunatamente, non ne ha risentito, credo che la concentrazione degli stessi esercizi commerciali a così breve distanza, denoti mancanza di buon senso da parte di chi apre e di chi glielo permette”. Nel 2010, l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Massa e Cozzile propose un piano per regolamentare e razionalizzare il commercio, definendo parametri base per l’apertura delle attività; piano a cui, però, fu posto il veto perché andava a delegittimare l’indirizzo legislativo nazionale. E adesso, lo stesso piano sarebbe in attesa di un parere da parte della Regione Toscana. “Quando abbiamo aperto nel 2008 – testimoniano Claudia e Monica, titolari del MiBar – con le nostre licenze potevamo fare tutto, dalle colazioni al dopo cena. Scegliemmo di differenziare l’offerta, perché intorno a noi c’era già un american bar ed una pasticceria, e ci sembrò assurdo farsi vicendevolmente concorrenza. Riflessione che oggi non viene più fatta: quindi, poiché i piccoli imprenditori che aprono non capiscono che si rischia una guerra tra poveri, dovrebbero essere i piani alti a optare per una scelta di buon senso”.

11,

dic at 1:30 AM

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