Ecco come sarebbe un Festival Blues invernale
Pubblicato il 08/01/2010, 01:01:32 | Da Luigi Scardigli | Categoria: al di là del SerravalleE di un altro festival, che ne pensereste? Non è retorica, né tanto meno provocazione, ma non siete d’accordo con noi che Pistoia, dopo trent’anni di Blues’In, meriti, per aver superato brillantemente gli esami a pieni voti, anche l’occasione invernale? Insomma, non è ammissibile dover aspettare un anno per poter assistere ad eventi musicali dal vivo che non siano quelli proposti dagli amati, insostituibili, qualificati e gradevolissimi personaggi indigeni, da Becattini a Montaleni, da Mazzoni a Capecchi, con tutti i rispettivi strumentisti al seguito e sempre nei soliti ameni bugigattoli. A dicembre insomma, mese approssimativamente equidistante da luglio tanto partendo dall’alto che dal basso, al Palazzetto di Sant’Agostino o in quello di viale Adua, una maratona musicale si potrebbe anche organizzare. Casomai senza scomodare i mostri sacri che si addicono più al caldo che al freddo e senza il patrocinio, utile e qualificato, dei boss del Blues’In. Come? Il Comune della città e il suo assessorato potrebbero iniziare a farsi carico di un evento virtualmente onlus, perché a costi equivalenti ai guadagni, con il beneficio collaterale di riproporre Pistoia all’attenzione, se non planetaria, almeno nazionale. Casomai offrendo un ticket omnicomprensivo, che contempli ingresso allo spettacolo, pernottamento, buono pasto e perché no, un percorso guidato tra le bellezze della città, un giro di vita e di cultura a 360 gradi, che fonda e confonda la buona musica, l’ospitalità, la cucina e l’arte, requisiti questi di cui Pistoia può, o meglio, potrebbe vantarsi. E cibarsi, iniziando così quel percorso, inevitabile, visti i tempi, della necessaria trasformazione di un’industria che dovrà riqualificarsi, abbandonando le macchine inquinanti e confidando negli investimenti puliti. Sarebbe un’ideona: prendetela come suggerimento, o voi che dovreste!
