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Venturi e Benedetti a confronto sulla Regione

Gianfranco Venturi [singlepic id=1808 w=320 h=240 float=left]
Gianfranco Venturi, pistoiese, 57enne. Sposato con Marzia e genitori di Jessica. Geometra, abbandona Giurisprudenza per dedicarsi anima e corpo alla politica. Segretario della Federazione del PCI dal 1982 al ‘89, ha partecipato alla fondazione del PDS. Consigliere comunale, nel ‘90 viene eletto Consigliere provinciale e successivamente assessore. Nel 1999 diventa Presidente della Provincia di Pistoia e resta in carica due legislature.
Partecipa alla nascita del PD, di cui è stato anche coordinatore provinciale.
Il rigore politico di Berlinguer, i programmi delle socialdemocrazie europee e la nuova frontiera del pensiero kennedyano, questi i suoi inalienabili principi.

Roberto Benedetti [singlepic id=1726 w=320 h=240 float=right]Nato a Uzzano il 18 dicembre 1950, Roberto Benedetti oggi è il capogruppo di An-Pdl nel Consiglio regionale della Toscana. Qui è approdato con le elezioni regionali del 2005, eletto nella lista di An. Sposato con Elsa, Benedetti ha due figli, Aldo e Fiamma, per i quali stravede. Laureato in scienze politiche con la prima tesi mai discussa in Italia sull’Msi, negli anni 70 è coordinatore regionale del Fronte della Gioventù. In seguito ricopre incarichi dirigenziali sia nell’Msi che in An. Benedetti si occupa di ippica. E’ funzionario dell’Unire (Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine), nonché titolare di incarichi internazionali nel settore.

TURISMO

Venturi:

“Per il futuro del turismo, dobbiamo sostenere gli  investimenti per l’innovazione necessari per accrescerne la competitività: proseguendo l’impegno sulle Terme e ricercando anche partner di livello internazionale per realizzare progetti ambiziosi come quello attorno a Pinocchio. Più in generale dobbiamo considerare che sul piano internazionale la Toscana ha le dimensioni di una media città e non possiamo pensare di vincere la globalizzazione stando divisi. Solo uniti potremo promuovere le nostre eccellenze ed essere vincenti per questo la nostra provincia deve collocarsi “all’interno” di una proposta unitaria ed integrata  dell’intera Toscana, anche riformando gli attuali strumenti”.

Benedetti:

“Da parte della Regione in tutti questi anni è mancata una strategia univoca, capace di individuare linee guida di rilancio del settore per poi, attraverso il confronto con le Province, calarle sulle specificità territoriali. Pistoia e la Valdinievole sono un esempio classico di questa carenza. Qui il marketing territoriale, che Apet comunque non garantisce, conta poco e nulla. E’ necessario creare sinergie interistituzionali, una vera e propria filiera che valorizzi, promuova e innovi nel concreto. I grandi teoremi da soli non producono nulla”.

IMMIGRAZIONE

Venturi:

“L’immigrazione è una questione del nostro tempo dalla quale non si può sfuggire ma che occorre governare. I controlli sono necessari contro i clandestini e assieme, servono misure che assicurino agli immigrati regolari pari condizioni e giusti diritti sul lavoro. La Legge Toscana va in questa direzione. Mi pare che anche nel centro destra (si veda anche dopo i fatti di Milano) ci si va rendendo conto che non bastano le ronde, ma servono concrete misure di solidarietà sociale per la sicurezza di tutti”.

Benedetti:

“La legge toscana sull’immigrazione è evidentemente incostituzionale, tanto che il governo l’ha impugnata presso la corte costituzionale, mentre noi stiamo lavorando al referendum abrogativo. Credo che una scala di valori vada posta in modo chiaro. Primo: legalità. Secondo: convivenza e integrazione. Invertendo questi due fattori il circuito rischia di entrare in fibrillazione, come accade a Pistoia, a Montecatini e nei centri più piccoli del nostro territorio. In questo senso attribuire diritti e tutele sociali a chi non ha il permesso di soggiorno, come fa la legge toscana, mi pare rischi solo di generare sacche di intolleranza”.

SICUREZZA

Venturi:

“Sappiamo che l’ordine pubblico è essenziale per la sicurezza,  ma questo di per sé non basta se non accompagnato da misure che prevengano ed isolino i fenomeni di illegalità. Per questo serve da un lato una forte collaborazione istituzionale di contrasto alla criminalità, ma anche una effettiva partecipazione dei cittadini e delle associazioni di categoria affinchè vengano portate alla luce e rimosse tempestivamente tutte le condizioni sulle quali possono inserirsi fenomeni illegali o di contiguità con ambienti malavitosi”.

Benedetti:

“I toscani di ogni orientamento politico e anche gli immigrati regolari mettono al primo posto della loro quotidianità l’idea di poter vivere in sicurezza. D’altra parte, i dati sui legami tra immigrazione clandestina e criminalità sono sotto gli occhi di tutti e parlano da soli. Allora io dico: se esiste un nesso di questo tipo, questo vincolo noi dobbiamo cercare di romperlo. Uno strumento fondamentale in questo senso è l’istituzione anche in Toscana di un Cie, il Centro di identificazione ed espulsione alla cui realizzazione la giunta Martini si è sempre opposta. Con i risultati che subiamo, tutti, in termini di sicurezza”.

CRISI ECONOMICA E OCCUPAZIONALE

Venturi:

“Così come si è fatto in questi mesi dobbiamo  sostenere lavoratori e i sistemi produttivi locali,  per salvare il maggior numero possibile di aziende oggi in crisi e  per mantenere vivo un tessuto industriale Servono misure per  garantire fluidità e tempi certi nell’accesso al credito da parte delle imprese, particolarmente quelle piccole e medie. In prospettiva occorre rimettere al centro di tutte le nostre politiche l’impresa sana ed il lavoro di qualità a partire dalle nostre eccellenze produttive. Naturalmente ciò non sarebbe sufficiente se non muta a tempo stesso anche l’attuale politica del Governo”.

Benedetti:

“Per la ripresa dell’economia toscana è il momento delle scelte e della discontinuità, magari nel segno dell’alternanza. Il punto è che l’azione delle giunte Martini nell’ultimo decennio è stata fallimentare, quando non assente. La politica deve mettere in campo scelte mirate, articolando diversi livelli di intervento per imprese, lavoratori e famiglie. Quello di Martini è stato il governo delle occasioni perdute, e la soluzione per il futuro è nell’alternanza di governo. Noi, in questi cinque anni, abbiamo costruito l’alternativa possibile. La parola ora passa ai cittadini”.

OSPEDALE DI PESCIA:

Venturi:

“Occorre innanzi tutto completare al più presto i lavori da tempo aperti per mantenere efficiente ciò che esiste.  Oltre a ciò è certo utile una discussione su come assicurare in futuro a quest’area un nuovo ospedale in grado di reggere il confronto con le altre più moderne strutture della rete regionale. Spetta innanzi tutto ai cittadini ed alle istituzioni della Valdinievole trovare su questa via il miglior accordo tra la indispensabile valorizzazione della vecchia struttura e l’individuazione di un nuovo sito rispondente ai migliori criteri di accessibilità per tutto il bacino interessato. La Regione credo debba aiutare e sostenere questo percorso”.

Benedetti:

“Sulla sanità la politica è chiamata a dare risposte concrete ai bisogni di salute delle persone. Per questo ritengo che il dibattito sull’ipotesi di un nuovo ospedale a Pescia sia alla fin fine accademico. Infatti, il Piano sanitario regionale vigente non prevede un nuovo ospedale per Pescia. Al di là delle intenzioni, dunque, poi ci sarebbero da reperire le risorse. Non vorrei che queste discussioni andassero a scapito della priorità che la sanità pubblica deve avere: rispondere ai bisogni di salute delle fasce deboli, di ‘chi meno può e meno sa’. Forse sarebbe più utile investire seriamente nel potenziamento della struttura esistente”.

AFFAROPOLI

Venturi:

“Si tratta di vicende che non giovano al rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni anche se ad oggi dobbiamo dire che in genere le inchieste degli ultimi anni hanno mostrato la correttezza degli amministratori del centro sinistra in questa Regione. Penso che l’imparzialità e la trasparenza debbano restare i nostri riferimenti con cui affrontare i problemi di governo di questo territorio. Su questo poi la gente sceglierà per il meglio”.

Benedetti:

“Gli elettori toscani sono abbastanza intelligenti da distinguere tra responsabilità eventuali dei singoli e programmi politici per il territorio. Quanto sta accadendo in Toscana è il frutto di decenni di non-alternanza di governo. Succede che tutti si diventa amici, ci si scambiano i numeri di telefono, ci si conosce tutti e si finisce per non discernere più il confine tra cosa pubblica e cosa privata, tra buona e trasparente amministrazione e favori agli amici. Accade questo, a volte forse anche senza cattiva fede. Bisogna ora tornare a un ‘punto zero’, e ciò è possibile solo attraverso l’alternanza di governo, unica via per scardinare il sistema consolidato”.

CANDIDATO

Venturi:

“Risiede nel fatto di raccogliere una eredità politica positiva ed al tempo stesso di inserire in essa la spinta per accelerare questa regione: non bastano le buone idee ma occorre farle marciare in tempi certi. Una accelerazione in tutti i campi. Su questa linea va tutto il mio sostegno anche per superare senza imbarazzi o indugi ogni resistenza che dovesse tornare a frapporsi”.

Benedetti:

“Monica Faenzi è donna, è giovane, è preparata ed ha già dimostrato di essere una amministratrice in gamba come sindaco di Castiglione della Pescaia. Sarebbe stato difficile trovare qualcuno che più di lei avesse le carte in regola per rappresentare la discontinuità e una credibile alternativa allo strapotere della sinistra che governa la Regione Toscana praticamente da sempre. La politica toscana ha bisogno oggi di qualcuno che sappia coniugare la sensibilità e il pragmatismo tipicamente femminili con la capacità di mettere in atto le risposte ai bisogni del territorio”.

PROMESSA

Venturi:

“E’ quella di portare in Regione le soluzioni ai problemi di questo territorio con lo stesso impegno con cui ho governato per dieci anni la Provincia di Pistoia. Anni nei quali anche per la Valdinievole sono maturati importanti progetti: ferrovia e infrastrutture tra tutti. Proseguirò su questa via ascoltando la gente, anche attraverso l’apertura in Valdinievole di una sede permanente d’incontro con cittadini ed istituzioni”.

Benedetti:

“Innanzitutto infrastrutture, le fondamenta dello sviluppo. Come Pdl, ci ripromettiamo poi di fornire al turismo un supporto modellato sulle differenti peculiarità territoriali. Un occhio di riguardo andrà al settore floricolo, anche se il mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali sarà per noi un obiettivo diffuso. Continueremo la battaglia affinché Pistoia mantenga una sua polarità nell’area metropolitana, così da evitare che le esigenze della nostra provincia divengano residuali rispetto a quelle di Firenze e Prato. Infine dobbiamo garantire la sicurezza, rafforzando il presidio del territorio anche attraverso iniziative che lo restituiscano ai cittadini”.



5,

mar at 8:15 PM

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