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Sulle punte da Pescia alla Scala di Milano

[singlepic id=2132 w=320 h=240 float=left]La storia di Giulia, giovane promessa dei palcoscenici più prestigiosi al mondo.

Questa è la storia di una bambina che non sognava di fare la ballerina. Ed invece, lo è diventata. Questa è la storia di una bambina che, a 8 anni, si è iscritta ad un corso di danza classica, un po’ controvoglia e solo perchè ci andava una sua amichetta.

Ed, invece, a 18, la danza classica è la sua vita. Questa è la storia di un grande amore, nato per scherzo, e di un destino che, sempre, stupisce per le trame incredibili che riesce a tessere. Giulia Paganelli, maggiorenne da pochissimi giorni, è di Pescia, ma da 5 anni vive e studia a Milano perchè ha avuto il privilegio – raggiunto non senza fatica – di essere ammessa alla selezionatissima e prestigiosissima Scuola di Ballo del Teatro Alla Scala, fondata nel 1813 e guidata nel corso della sua illustre storia da rinomatissimi maestri e celebri bellerini. Tre dure prove da affrontare per essere ammessi (una strettamente tecnica, una medica – i canoni fisici da rispettare sono rigidissimi – e un mese di “prova”, in cui si verifica la “resistenza” del candidato), continui esami e pressioni per mantenersi il posto per tutti gli otto anni della durata, la non matematica certezza di entrare, poi, nel corpo di ballo del Teatro.

E poi la scuola “regolare” – le medie e le superiori – da abbinare, imprescindibilmente, alla crescita professionale dell’allievo.

Come hai fatto ad arrivare a questo importante traguardo?  E cosa vuol dire entrare in questa scuola.
Mi sono avvicinata alla danza per caso. All’inizio neppure mi piaceva. Poi è scoppiata questa passione, fortissima. E’ stata la mia insegnante ad insistere perchè facessi l’audizione per entrare nella scuola, secondo lei avevo le carte in regola per farcela. Ha avuto ragione. Sono entrata in terza media, l’anno prossimo mi diplomo al Liceo Linguistico.

Sei arrivata a Milano all’età di 13 anni, ancora bambina quindi. Come hai reagito al cambiamento radicale di vita e come hanno reagito i tuoi genitori.
L’inizio è stato molto duro. Una realtà completamente diversa, da affrontare da sola. Quando tornavo a casa mia, a Pescia, ed arrivava il momento di risalire a Milano, piangevo tanto. Poi, piano piano mi sono abituata ed oggi sono molto più serena ed ambientata. Fondamentale è stato il sostegno e l’appoggio dei miei genitori che si sono sempre dimostrati orgogliosi e soddisfatti delle mie scelte e dei miei risultati.

Raccontaci una tua giornata tipo.
Sveglia presto. Poi subito lezioni: classico, contemporaneo o repertorio (variazioni/balletti). Se ci sono spettacoli vicini, invece della normale lezione, ci dedichiamo alle prove. Nel pomeriggio vado a scuola, dalle 17 alle 21 durante la settimana, dalle 14 alle 19e30 il sabato. Mi rendo conto che sono ritmi duri: esco poco, non faccio la vita che fanno i miei coetanei ma sono sacrifici che faccio volentieri: essere qui è già un onore e una grandissima soddisfazione e non posso sprecare l’occasione di raggiungere il mio scopo, diventare una ballerina classica ad alti livelli.

Quali sono i requisiti fisici per diventare una ballerina? E che tipo di alimentazione va seguita?
Il collo del piede è fondamentale. L’elasticità, la grazia, le proporzioni. Non mi chiedono di seguire un regime alimentare specifico o una dieta. Da sola, però, mi gestisco e cerco di mangiare in maniera sana e regolare.

Cosa vuol dire essere in questa Scuola?
Essere in questa scuola significa poter imparare in maniera eccellente la danza, vuol dire avere la possibilità di far parte del corpo di ballo del Teatro (uno dei più prestigiosi al mondo), significa girare l’Italia e fare spettacoli, significa avere la possibilità di calcare la scena con artisti del calibro di Roberto Bolle e Massimo Murru.


Il grande merito di Costanza

“E pensare che a lei la danza neppure piaceva”. Esordisce così Costanza Mucci, titolare della Scuola di Danza Daedalus di Pescia, nonché prima insegnante di Giulia, colei che ne ha, fin da subito, intuito doti e talento e che ha insistito perchè facesse l’audizione per entrare in questa esclusiva scuola. Allieva prediletta di Loris Gai, coreografo al Teatro Della Scala di Carla Fracci, ballerina professionista che ha lavorato per le più importanti compagnie italiane, riconosce in Giulia una predisposizione naturale verso la danza: “A 9 anni lavorava con la testa di una quindicenne. Non solo aveva la fisicità perfetta per fare la ballerina, l’equilibrio, la leggerezza, il salto ma anche la serietà e la costanza necessari per affrontare i sacrifici che la danza comporta.” Le ha fatto fare concorsi, l’ha presentata ad insegnanti famosi, l’ha promossa in tutta Italia fino al grande salto. Ci lascia, ricordandoci le parole dell’attuale direttore della Scuola, dopo aver visto l’audizione di Giulia: “Di 150 alunne attualmente nella Scuola, nessuna è preparata come lei”. Decisamente di buon auspicio per il futuro.

11,

mag at 7:33 PM

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