Il Giullare > Noi Valdinievolini nel mondo

Noi Valdinievolini nel mondo

Luca, Silvia, Alice, Gianluca, Giampaolo: cinque nomi per cinque storie di chi ha trovato all’estero la sua strada.

[singlepic id=2613 w=320 h=240 float=left]LUCA SCAFATI, L’AMBIZIOSO

“E’ l’ambizione che ti spinge, giorno dopo giorno, a cercare nuove sfide e ad allargare i tuoi orizzonti”. Parola di Luca Scafati, trentenne montecatinese doc, che seguendo la passione per il basket e la voglia di realizzarsi ad alti livelli, è arrivato a rivestire un ruolo di prestigio nel basket internazionale. A Barcellona dal 2008, è Institutional Relations Executive che, tradotto, significa occuparsi dello sviluppo di tutte le relazioni politiche ed organizzative che l’Eurolega ha con le sue squadre e con le organizzazioni sportive internazionali. Per intendersi, è stato lui a coordinare tutte quelle operazioni ( gestione media, sponsor, relazioni con general manager e presidenti) che nel 2009 hanno portato l’Olympiacos Atene e Partizan Belgrado a giocare negli States contro blasonate squadre di NBA .Un passato da giocatore (“modesto”, dice lui) prima e da allenatore (“con risultati migliori”) poi, una brillante laurea in Economia, un master e stage di prestigio Luca gira il mondo lavorando a stretto contatto con i suoi idoli, con mostri sacri del basket che conta, con le leggende del parquet. Racconta la sua vita con entusiasmo, con positività, e ottimismo: “Guardandomi indietro, non c’è una cosa che non rifarei. Considero ogni decisione, giusta o sbagliata, un arricchimento del proprio bagaglio personale. L’importante è non fermarsi mai e guardare sempre avanti.” Nonostante a Barcellona non ci sia un bar che fa il cappuccino buono come quello del Giovannini e gli amici di Montecatini (“quelli delle zingarate, con cui ho passato gli anni migliori”) siano insostituibili.


[singlepic id=2560 w=320 h=240 float=right]ALICE VITALI, LA PRATICA

“Sono i sentimenti che dominano, il resto è abitudine, basta adattarsi”. E così, anche se nella calda Spagna Alice Vitali, ventinovenne valdinievolina, si è ben adattata, il non poter vedere crescere la nipotina è ciò che più la rattrista del suo spontaneo esilio. A 19 anni,  fatti i bagagli e  lasciata la casa natale, sbarca da sola nella grande e grigia Milano dove, brillantemente, compie gli studi universitari. La differenza tra fare la turista e vivere in pianta stabile in una nuova città le si palesa subito ma ciò che le fa superare e dimenticare i lati negativi del vivere in un metropoli è l’anonimato: “nessuno mi conosceva – ci spiega -  ed è stato forse questo a motivarmi  nella scelta di non tornare in Toscana”. Infatti, dopo Milano, c’è stata e c’è tutt’oggi Barcellona – dove riveste il ruolo di Project Coordinator in Financial Service di una conosciutissima mulrinazionale -, a suo avviso “la città più bella del mondo”. Ogni giorno uno stimolo nuovo: “è una città di mare, di passaggio che ti può dare tanto e togliere molto allo stesso tempo. E’ la città però, dove potrei vivere tutta la mia vita”. Affascinata dal suo essere multiculturale e dalle prospettive che Barcellona offre, Alice ha avuto anche la possibilità di incontrare e stringere amicizie con persone provenienti da tutto il mondo, con sempre qualcosa da raccontare, non omologate, interessanti, con storie tristi alle spalle o con futuri radiosi davanti. Anche se i momenti difficili non sono mancati,  rifarebbe tutto quello che ha fatto perché “sono cresciuta, mettendomi in discussione ogni giorno”. E anche se la nostalgia per la focaccia, le colline toscane, la tranquillità del paese, e il prosciutto è, a volte, forte, scegliere Barcellona “ne è valsa, comunque, la pena”.


[singlepic id=2640 w=320 h=240 float=left]SILVIA GOZZINI, L’INNAMORATA

“Ho finito il liceo quasi per scommessa, e sapevo che il premio che mi sarei fatta sarebbe stato un biglietto solo andata, via da Montecatini”. Con le idee ben chiare in tasca (“ho sempre sentito che avrei vissuto altrove”), pochi rimpianti alle spalle (anche se “la famiglia, le comodità di casa, gli amici dell’Irish, gli accenti che conosci” hanno fatto traballare un po’ le sue certezze), Silvia Gozzini, ventottenne montecatinese, lascia nel 2001 la terra natia per rischiare l’avventura a Londra.  Completamente rapita ed affascinata dalla sua nuova vita, dagli studi e dalle esperienze raccolte per strada, sui night bus, in appartamenti affollati tra stranieri di cui non saprebbe nemmeno pronunciare il nome, la notte di H  olloween nel 2002, in un vagone della Piccadilly Line incontra quello che sarebbe diventato, cinque anni dopo, suo marito. Keevin – studente americano di medicina – e Silvia si innamorano così, a Londra, terra straniera per entrambi, camminando lungo i fiumi e tenendosi per mano nei musei. E dall’Inghilterra, sono partiti alla volta del Kentucky dove tutt’oggi, da sposati, si godono una serena vita matrimoniale. Silvia studia psicologia e sociologia, svolgendo attività di volontariato con donne e bambini vittime di abusi: “La vita all’estero non è facile – ci confida – perché ci sono momenti di solitudine in cui senti forte la mancanza delle “cose di casa”. Ma il mettersi in gioco quotidianamente e il reinventarsi ogni volta che se ne presenta l’occasione, è la forza che viene dal vivere fuori dalla propria “confort zone” Ho trovato la mia strada, o per meglio dire, me la sono andata a prendere ”.


[singlepic id=2642 w=320 h=240 float=right]GIANLUCA SPINETTI, L’ IMPRENDITORE

“Comunque, un’altra grande verità cara Diletta, è che mi mancano molto le donne italiane”. E pensare che Gianluca Spinetti, classe 1980, risiede in pianta stabile in Argentina (Puerto Iguazu), terra di belle ragazze per antonomasia. Neppure la sua vita – certamente originale – l’ha distolto da questo pensiero: croupier di professione – mestiere insegnatogli dal padre – ha girato il mondo sulle navi da crociera (Alaska, Hawaii, Caraibi, Centro America, Brasile), dopo aver concluso gli studi negli States. Poi, un ruolo di responsabilità in Paraguay (general manager di un casinò a Ciudad del Este) ed, infine, il totale cambiamento di rotta verso il mondo dell’imprenditoria: “Visto che mio padre si era stancato di lavorare di notte nei casinò, abbiamo decido di dar fondo a tutti i nostri risparmi  ed aprire l’Hotel Posada La Sorgente, ventiquattro camere con ristorante rigorosamente toscano”. E, a giudicare dalle recensioni su internet dei clienti che hanno soggiornato lì, l’investimento deve essere andato proprio bene. “Il mondo argentino – ci spiega Gianluca – è molto diverso da quello italiano: c’è più tranquillità, meno frenesia. E più valori, anche. Il culto della famiglia è sacro, un po’ come lo era in Italia 50 anni fa.” I luoghi che ha visitato e in cui ha vissuto, le persone trovate e conosciute sul proprio cammino hanno reso la vita di Gianluca estremamente interessante. Difficile, quindi, non rifare tutto. Anche se le donne italiane, sono insostituibili.


[singlepic id=2569 w=320 h=240 float=left]GIAMPAOLO PANZICA,  LO SCIENZIATO

Giampaolo Panzica, classe 66, biologo molecolare ed esaminatore di domande di brevetto in biologia molecolare, nato a Genova, ha vissuto a Montecatini fin dai tempi dell’asilo. Fa parte di quel gruppo di “fuga di cervelli” che ha lavorato con successo nelle più importanti capitali europee: dopo Londra, Vienna, Monaco, Helsinki e L’Aja, Amsterdam, attualmente vive a Berlino. Ciò che lo lega a Montecatini, città di origine, è essenzialmente la sua famiglia, includendo il suo più grande, infallibile amico: Schulz, l’amatissimo pastore tedesco. “E gli amici naturalmente, quelli veri – dice – Montecatini rimane il luogo dei nostri ricordi, di tutti quegli anni trascorsi “abbastanza” serenamente.” Dopo venticinque anni lontano da qui, Giampaolo torna sistematicamente dalle nostre parti, ma ammette: “Nonostante tutto il tempo trascorso a Montecatini, mi vedevano come genovese e mi sentivo come tale. Ironia della sorte, a Genova, dove sono nato e ho studiato, ero un toscano”. Inoltre si chiede se Montecatini troverà mai una identità aggregante. “La città non ha offerto molto alle sue giovani generazioni, e solo per alcune famiglie ha continuato ad essere il confortevole e materno salotto di sempre, senza che questo si traducesse in una crescita della città, né in uno sviluppo della sua vita culturale odelle sue realtà di lavoro”.

4,

set at 7:40 PM

Lascia un commento

One Response to Noi Valdinievolini nel mondo

leonardo cangiano 7 settembre 2010 at 07:31

Anch’ io sono partito molti anni fa da montecatini! Oggi mi trovo nello stato del Ohio in united states of america! Ho fatto carriera! sono cresciuto con gianluca spinetti!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Scrivi un commento

  • Facebook
  • Twitter