Il Giullare > La nostra cara…e fedele Valigia
Mi da sempre un senso di conforto scorgere la sagoma del mio trolley, riposto con cura nell’interstizio tra il muro e l’armadio, ogni qual volta mi trovo nello spogliatoio a cambiarmi d’abito. Nel corso degli anni, viaggiando, s’instaura con la propria valigia un rapporto di affetto e di fedeltà, il frutto delle innumerevoli volte che l’abbiamo aspettata con impazienza e timore per lunghi interminabili minuti sul nastro del baggage claim, ed il sollievo nel vederla poi fare capolino dietro lunghe file di bagagli che odorano di terre lontane.
La valigia è una compagna di viaggio fedele, lo scrigno dove riponiamo gli abiti e gli oggetti che, ovunque ci si trovi a viaggiare, mantengono inalterato il nostro essere, le nostre abitudini, e l’imprinting delle nostre origini. Nell’ultimo decennio, con l’avvento del turismo di massa, l’industria della valigeria è cresciuta trasformando il bagaglio in un vero e proprio oggetto di tendenza, puntando principalmente sull’estetica e la facilità di trasporto senza però considerare che la nostra valigia non viaggia mai in cabina con noi, ma nella stiva dell’aereo. Oggi il trolley ideale proposto dal mercato è ultra leggero, in materiale composito traslucido o serigrafato, dotato di manici il lega, sempre più sottili, che si sollevano con un semplice click.
Ma la cosa più seducente sono sicuramente le quattro ruote basculanti, che consentono di trasportare il nuovo limite dei 23 kg di franchigia con con semplice ed elegante noncuranza, quasi come se la valigia del ventunesimo secolo dovesse consentire manovre e piroette tali da farci cantare e danzare alla Gene Kelly sulle note di “I’m singing in the rain”.
Sfortunatamente la gratificazione ed il compiacimento che proviamo in coda al check in per il nostro trolley nuovo fiammante svanisce come per incanto appena lo preleviamo dal nastro degli arrivi, nella migliore delle ipotesi la scocca bella lucida consegnata alla partenza si ripresenta graffiata in più punti se non addirittura presentare dei veri e propri bozzi o incrinature, per poi terminare in bellezza con la maniglia storta o le mirabolanti ruotine rotte o addirittura mancanti. Ed ecco che inizia il calvario presso il Lost & Found per la denuncia del danno e la trafila per il rimborso da parte della compagnia aerea.
Prima di acquistare una valigia dovremmo potere conoscere l’itinerario e lo stress che un bagaglio subisce nel corso del viaggio, le frequenti cadute dai nastri, la rude sistemazione manuale nei container da stiva, il rotolamento lungo gli scivoli di smistamento, tutte traversie che nella migliore delle ipotesi compromette lo scintillante look sin dalla prima trasferta. Per evitare travasi di bile sin dal primo giorno di vacanza io consiglio sempre un trolley tradizionale con le due ruote, possibilmente incassate nel corpo della valigia e protette da coperture laterali, la scocca in policarbonato satinata regge meglio alle traversie del viaggio ed evita di incrinarsi in caso di urti il mentre il doppio maniglione in alluminio a scomparsa da stabilità nel trasporto e evita di essere usato dai garbati inservienti nello stoccaggio in stiva.
Per coloro che non sanno rinunciare ad un scintillante bagaglio high tech, per mantenerne inalterato il look, non rimane che il servizio SecurBag, il confezionamento con la pellicola di polietilene presso gli appositi banchi nelle aree partenze degli aeroporti. Alla mia valigia, fedele compagna di tante miglia di volo, ogni qualvolta sono in procinto di affidarla al nastro del check in non posso esimermi dal manifestare riconoscenza e gratitudine per l’arduo compito che compie ogni volta.
Lascia un commento
Nessun commento