Il Giullare > Su e giù per l’Europa come sul Filobus.
a cura di Simeone Clamori
Guardo il calendario, realizzo che si avvicina il mio anniversario di matrimonio e decido su due piedi di portare la mia dolce metà a fare un lungo week end a Ibiza. Tanto per essere in linea con la tendenza del momento acquisto i biglietti del vettore Low Cost Ryanair, e memore dei racconti di amici e clienti, provvedo diligentemente a tutti gli adempimenti pre-partenza previsti dalla compagnia. Effettuo il mio check in on line a pagamento, peso il bagaglio, lo misuro con il calibro e parto per l’aeroporto. Nell’area partenze di Pisa colgo i segnali di sconforto delle prime vittime del sistema: due passeggeri di mezza età che imprecano per il pagamento delle fee dovute per non avere effettuato il check in on line al costo di € 6,00 e pertanto costretti a pagare quello che Ryanair definisce il supplemento facoltativo di € 40,00 per persona.
L’imbarco fila via liscio, dopo i privilegiati che hanno pagato l’imbarco prioritario di € 6,00, a tratta, arriviamo noi “peones”, con un po’ di fortuna riusciamo a trovare due posti vicini; l’interno dell’aereo sembra quello di una metro cittadina, tappezzato di pubblicità di vario genere, i sedili sono ovviamente commisurati ad un volo low cost, molto spartani e non reclinabili, ma per due ore di volo può andare.
Alle spiegazioni delle procedure di sicurezza da parte delle assistenti di volo si riconosce subito i frequent flyers dai neofiti, i primi prestano diligente attenzione mentre i secondi continuano distrattamente a sistemarsi per il viaggio innescando reiterati e bruschi richiami al silenzio ed alla massima attenzione, pena lo sbarco immediato. Gli unici momenti di serenità del volo sono senza dubbio il decollo e l’atterraggio perché per il resto del viaggio sembra di rivivere le famigerate gite in pullman dove a fronte di un costo irrisorio ti dovevi sorbire la vendita della batteria di pentole dietetiche ed il set di lana merinos ed il kit di contenitori ermetici da cucina. Una escalation di annunci per la vendita del cibo, delle bevande, delle carte telefoniche, dei biglietti dello shuttle tra aeroporto di scalo e centro cittadino, le sigarette di cartone ed i biglietti della lotteria Ryanair.
Non saprei dire se sia stato un caso, ma per l’imbarco del volo di rientro il personale di terra della compagnia è stato di una fiscalità assoluta, misurando ogni singolo bagaglio a mano nell’apposita forma metallica ed obbligando all’imbarco in stiva ogni collo non rigorosamente conforme alle specifiche, costringendo così i malcapitati al pagamento dei relativi € 35,00 previsti. Tutto questo non sarebbe avvenuto se il passeggero avesse acquistato sul sito il trolley griffato Ryanair by Samsonite alla modica cifra di € 79,00. Ovviamente non sono ammessi oggetti indossati quali marsupi, macchine fotografiche al collo, borselli e borsette e tantomeno giacconi legati in vita. Ed ecco che s’innesca la corsa ad inginocchiarsi sul trolley nel disperato tentativo di stivarci tutto quanto soggetto ad eccezione da parte del personale Ryanair, nella speranza di passare indenni l’imbarco a bordo.
Un’esperienza interessante quanto illuminante per capire in quale direzione si sta orientando il turismo del 21° secolo. Forte dei suoi 27 milioni di passeggeri trasportati nel 2010, per Ryanair, secondo le dichiarazioni del luglio 2010 rilasciate dal suo leader Michael O’loeary, il futuro del volo low costo sarà con posti in piedi a € 4,00 per passeggero, che andranno poi comunque a sommarsi alle immancabili tasse aeroportuali, al costo del web check in, alle spese di transazione con carta di credito, all’eventuale bagaglio in stiva ed all’imbarco prioritario facoltativo. L’avvento dell’era low cost ha innescato un processo di democratizzazione del diritto a volare, riducendo di fatto le distanze e allargando anche alle fasce più deboli l’opportunità di viaggiare in aereo sia per necessità che per diletto, spendendo poco, ma mantenendo integro il contesto di romanticismo che il viaggio in aereo ha sempre rappresentato.
La stragrande maggioranza dei vettori No Frills offrono un trasporto aereo conveniente e senza fronzoli, assolvendo egregiamente a questo ruolo. Come sempre però, anche in questo settore, c’è chi manifesta serie difficoltà ad identificare la giusta misura per coniugare la convenienza con il profitto, rischiando così di fatto di vessare sempre e comunque il povero consumatore finale. Speriamo che negli anni a venire non ci facciano passare anche la voglia di viaggiare.
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