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Telegraph cove, paradiso naturalistico del Canada

a cura di: Simeone Clamori

[singlepic id=3057 w=320 h=240 float=left]Esiste un angolo sperduto in Canada, un piccolo porticciolo abitato da poche anime, a circa 60 km a sud di Port Hardy e raggiungibile con una mezza giornata di auto da Nanaimo, che si affaccia sul canale che divide l’isola di Victoria dal dedalo di isole e dai sounds della terra ferma del British Columbia.

Il suo nome è Telegraph Cove apprezzato dai palati più fini del turismo naturalistico, non tanto per la suggestione dei suoi paesaggi, quanto per il fatto che questo tratto di mare, ben riparato e ricco di pesce, risulta particolarmente gradito dalle orche tanto da considerarlo luogo ideale per una permanenza stabile durante tutto l’arco dell’anno. Pianificare una sosta di due o tre notti in questo luogo tanto remoto quanto suggestivo, è il modo ideale per concedersi una boccata a pieni polmoni di genuina e selvaggia natura canadese.

[singlepic id=3084 w=320 h=240 float=right]Il blu intenso, quasi inquietante di questo mare contrasta e si fonde con il verde vigoroso delle innumerevoli isole che si stagliano all’orizzonte e le casette di legno e lamiera, bianche e color mattone, sembrano voler rassicurare con la promessa di un riparo accogliente gli sparuti visitatori arrivati a fatica in questo remoto angolo di mondo. Bastano pochi minuti di veloce navigazione tra le acque tranquille del Johnston Straight che subito si scorgono in lontananza i primi sbuffi d’acqua, quasi a voler segnalare con il dovuto anticipo la presenza della prima famiglia di orche che si muove ordinatamente sotto costa.

La fluidità del loro movimento, l’eleganza con cui tagliano la superficie del mare senza incresparne la superficie generano una sensazione di ipnotica serenità. Vedere a pochi metri di distanza i maschi che guidano il branco esibendo le lunghe e diritte pinne dorsali ad ogni boccata d’aria che vengono a prendere in superficie è una scossa di elettrizzante emozione.

Il traghetto che stacca gli ormeggi dal porto di Nanaimo è il segnale che siamo già in partenza per la prossima tappa e lo slalom del ferry tra le mille isolette che affollano il canale è il contesto ideale per sedere all’aria aperta ed ammirare il paesaggio sorseggiando una Labatt gelata. Ma lo sguardo si sposta sempre inevitabilmente all’orizzonte, inconsciamente c’è sempre la speranza di vedere una lunga pinna nera fendere la superficie del mare per un ultimo saluto.

5,

feb at 11:17 AM

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