Il Giullare > "Anch'io stavo morendo in campo"

"Anch'io stavo morendo in campo"

Due anni orsono ci fu, sempre in Valdinievole, un episodio simile a quell’accaduto al Benedetti. All’inizio della partita di seconda categoria tra Marliana e Nievole, che si disputava al Niccolai, il giocatore di casa Lorenzo Petrini accusò un malore in campo e perse conoscenza. [singlepic id=2009 w=320 h=240 float=right]

Anche il suo cuore, come quello di Roberto Luporini si fermò, ma fortunatamente grazie agli sforzi dei soccorritori fra cui il massaggiatore del Nievole Carlo Baraldi e la madre Rudy Cavicchi, altro giocatore del Marliana, operatrice sanitaria, riprese a battere. L’ambulanza della Misericordia di Marliana, dotato di defibrillatore, arrivò pochi minuti dopo, a cui si aggiunse, l’elicottero Pegaso del 118 che trasportò Lorenzo all’ospedale di Firenze. Le due squadre, visibilmente (e compresibilmente) scosse di comune accordo decisero di non riprendere l’incontro, consegnando all’arbitro una dichiarazione firmata.

La commissione disciplinare, mostrando la sensibilità di un lupo mentre sbrana una pecora, inflisse la sconfitta a tavolino a entrambe le squadre,1 punto di penalizzazione e 300 euro di multa. Il Nievole, addirittura per quel punto di penalizzaione fu costretta a disputare gli spareggi salvezza, dall’esito fortunatamente positivo. «Ma se ci ricapitasse – replica Luigi Schettino, tuttora direttore sportivo del Nievole – non esiteremo a lasciare nuovamente il campo, accettandone le conseguenze». Giovanni Tommasi, direttore generale del Marliana, nonchè, ex bandiera del club rossoblu ricorda bene qui terribili momenta e la grande solidarietà del Nievole «Campanilismo e risultato – dice – furono messi da parte senza esitazione. Ma la federazione non volle sentire ragioni. Per loro c’erano tutti i presupposti per andare avanti».

Chi invece non si ricorda più niente di quel maledetto pomeriggio è il diretto interessato, Lorenzo Petrini. Ha ripresa la sua attività di ragioniere, va in palestra e può condurre una vita normale con l’aiuto di un defibrillatore elettrico applicato sotto pelle.

Ed è rimasto anche nel Gs Marliana, col ruolo di allenatore in seconda, perchè la passione per il calcio è davvero troppo forte. «Quando ne parlammo coi dirigenti del Marliana, fui subito entusiasta di questa nuova aavventura – ammette sorridendo – non è proprio come giocare, ma ci si avvicina parecchio». Per quegli strani scherzi del destino, conosceva bene Roberto Luporini «E’ stato mio dirigente quando giocavo negli juniores del Borgo – spiega con un pizzico di commozione – Era veramente un personaggio unico, nato per stare coi giovani». Poi subentra l’amarezza «Si fermano le partite quando muore un tifoso ad un autogrill mentre se un dirigente ci lascia la pelle a bordo campo le squadre sono comunque obbligate a giocare.E’ una cosa vergognosa. Chi comanda non deve perdere questa occasione per cambiare i regolamenti».

4,

apr at 6:35 PM

Lascia un commento

Nessun commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Scrivi un commento

  • Facebook
  • Twitter