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"Generazione Sottoverga. Quelli cresciuti nel Salsero"

Una città divisa dalla ferrovia, o meglio, dalla Verga. La zona Sud, tra prostituzione, stranieri e risse e la Montecatini patinata, chic, degli aperitivi e dei locali notturni, ma non più delle Terme. Due realtà: mondi diversi che non si incontrano mai, nemmeno in politica. “Negli anni ‘70, noi eravamo i capelloni comunisti, loro i fascisti pottini”. Eppure questa gente abita nella stessa, piccola, piccolissima, città. In un reportage di due puntate, racconteremo Montecatini da due punti di vista diversi.

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La ferrovia come il «Checkpoint Charlie» di Berlino. Una linea che spezza in due la città, così piccola, ma così divisa nel raggio di meno di un chilometro. Attraversando i binari da piazza Gramsci, infatti, sembra di entrare in un altro mondo, diverso per cultura, tradizioni, modi di parlare e pensare. E’ la Montecatini della zona sud, quella di via Marruota e via del Salsero, che prende il nome dal fiume (oggi coperto) nel quale, almeno una volta, chi è cresciuto da queste parti, ha fatto il bagno.

E’ la Montecatini dell’Oratorio Murialdo e del Bar Ilio, del problema prostituzione e dei pannelli fonoassorbenti. Una città opposta all’altra che si estende più a nord, fino al colle del Castello e che si scontra per i rumori che la notte generano i locali notturni o su quale abito indossare per l’aperitivo.

La gente che, invece, vive in questi palazzoni che si alternano a tranquille zone residenziali, ha, ogni giorno, altre preoccupazioni, problemi da risolvere, e non ha tempo – come dicono in queste quattro strade – per stare a scegliere i mocassini per la domenica o per passeggiare lungo il corso Matteotti a osservare le vetrine delle boutique. Molti la considerano la Montecatini emarginata, la banlieue, ma i residenti non se lo vogliono sentir dire.

La prima questione da affrontare è, invece, secondo loro, l’enorme e ormai sempre più massiccia, presenza di immigrati. Qua, infatti, la convivenza con gli stranieri è, ormai, un dato di fatto ed è, per cultura, anche accettata, ma secondo molti residenti «andrebbe regolamentata, organizzata».

[singlepic id=2397 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Fermiamo per strada un anziano che, appena ci qualifichiamo come giornalisti, si raccomanda: «Non scrivete il mio nome, altrimenti vado nei problemi, qua la vita non è mica semplice». Quando gli chiediamo cosa ne pensa della chiusura anticipata dei locali notturni a Montecatini o del destino delle Terme, risponde: «Non so niente di tutto questo e non mi interessa, possono chiudere anche tutti. Io abito vicino alla rotonda, tra via Ugo Bassi e via Marruota, e posso dire che la notte non dormo, perché sotto la mia finestra ci sono le prostitute che urlano, discutono con i clienti o altre persone poco raccomandabili. Che devo fare? Se non è il Comune a risolvere queste cose, io sto in casa e penso gli affari miei».

Appunto, la gente, qua, nella zona sud, fa «gli affari suoi» e, spesso, ciò che accade oltre la Verga, passa inosservato. Eppure, tutto questo, nasce da lontano, da una divisione culturale che c’è sempre stata e una diversità che, da entrambe le parti, è un motivo di vanto.

[singlepic id=2398 w=320 h=240 mode=watermark float=left]«Quando, alcuni anni fa, uscirono sul mercato le felpe Montecatini Terme, che costavano 80 euro l’una, l’amico giornalista Roberto Grazzini (nostro collaboratore ndr) si inventò il marchio Sottoverga e faccemmo anche noi le magliette low cost, a 25 euro, felpe per l’inverno e polo per l’estate – racconta Narciso Moschini, titolare dell’omonima immobiliare in via del Salsero. Sono nato in via Derna, mio nonno Narciso aprì, tanti anni fa, l’hotel Moschini. Ho sempre vissuto nella zona sud e ne vado fiero. Una volta, a dividerci, era anche la politica. Noi eravamo i «capelloni comunisti» e quelli del centro e delle altre zone, li chiamavamo «fascisti». Oggi a dividere sono proprio le tradizioni, le usanze. Se esci dal cinema e trovi due coetanei, quello che dice «c’era un casino di gente» abita sicuramente tra via Marruota e via del Salsero, quello che, invece, dice «c’era pieno ai massimi livelli», quasi certamente indossa una camicia che ha acquistato dal Bonvicini o dal Morini.

[singlepic id=2396 w=320 h=240 mode=watermark float=right]Noi siamo gente cresciuta nei bar, al bar da Dante, al bar Ilio, bar Jolly. Ora andiamo a mangiare la pizza da Meo Patacca e ci facciamo i capelli, da cinquant’anni, dallo stesso parrucchiere». Ci spostiamo e, in via Friuli, ci troviamo di fronte a palazzoni alti: i primi due blocchi di appartamento, sono le case popolari. Proprio a fianco, da un garage, escono ed entrano di continuo ragazzi e ragazze di colore, africani. «Tutti i giorni è la stessa storia, giorno e notte – dice un giovane che si sta andando a lavorare e non vuole perdere molto tempo a parlare con i cronisti – siamo abituati a convivere con questa situazione.

Il colmo è che di fronte a casa nostra portiamo i bambini al parco, mentre a venti metri di distanza ci si protituisce. Inoltre, vedi questi appartamenti? Alcuni sono di proprieta di montecatinesi, ma in affitto ci vivono persone che non si sa cosa facciano nella vita».

[singlepic id=2393 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Tornando verso il centro, appena superata di nuovo la ferrovia, in piazza Gramsci, ci fermiamo in un negozio, una rosticceria che vende prodotti orientali e non solo. Dietro il banco c’è un signore, cinese: «Mi chiamano tutti Natalino, scrivi anche tu così. Ho aperto, un anno fa, questo negozio e qui, da me, vengono a mangiare tutti, di ogni nazionalità. E’ un piccolo mondo, quello che offre questa zona di Montecatini. Forse, se ci tenessero più pulito e si facessero controlli, ci sarebbero meno problemi». Risalendo ancora, diamo uno sguardo all’ultimo angolo di questa zona multietnica di Montecatini e ci imbattiamo sulla saracinesca dello storico bar Veronica, ormai abbassata da tempo.

Segno dei tempi che son cambiati e della Montecatini che non si preoccupa del destino delle Terme.

2,

ago at 3:38 PM

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2 Responses to "Generazione Sottoverga. Quelli cresciuti nel Salsero"

Nome:gabriele 20 aprile 2012 at 17:17

Messaggio:io sono di prato, ma a montecatini ci andavo ogni domenica con la mia famiglia, è una bella città molto particolare secondo me, i giardini sono molto belli…

Nome :Bonechi 16 marzo 2012 at 22:19

Messaggio: via marruota, il bar Ilio e tutti quelli che lavoravano all’ippodromo erano gente semplice ma si viveva correttamente, mio padre la sera poteva giocare alle carte al bar e bere il suo cafe: non cerano problemi oggi pero non puoi fare uscire i figli la sera ai paura!

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