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“Giancarlo Benigni, l’allenatore che amava il bel gioco”.

Lutto nel calcio giovanile per l’improvvisa scomparsa

[singlepic id=3109 w=320 h=240 float=left]All’alba di domenica 20 febbraio, il calcio pistoiese ha perso uno dei suoi migliori maestri a livello giovanile. Si chiamava Giancarlo Benigni, panettiere di professione ed allenatore per passione che a soli 57 anni lascia la moglie Annamaria e il figlio Marco. Se n’è andato senza fare rumore, come era nel suo stile, elegante ed educato, colpito da un infarto improvviso che non gli ha nemmeno lasciato il tempo di aprire gli occhi in quella maledetta notte. Ma il suo ricordo rimarrà vivo in tutti quei ragazzi che ha allenato, tra Margine Coperta, Chiesina Uzzanese e Ponte Buggianese, con tanta passione e tanto amore. La filosofia del calcio di Giancarlo era la più divertente, quella che ogni giocatore vorrebbe dal proprio allenatore: quella del “bel gioco”.

Voleva semplicemente questo dalle sue squadre, perché, come amava sempre ripetere “Non bisogna mai essere felici quando si vince giocando male”. Ancor più bello era quando le due cose si univano, quando la vittoria arrivava esprimendo un calcio di alto livello. Come successo nel campionato conquistato con la Margine Coperta nel 2001, categoria Giovanissimi B, vincendo tutte le partite; come con i ragazzi del Ponte Buggianese classe 1990, che vinsero nel 2004 a Pistoia Nord il “Torneo Valdesi”; come con i tantissimi altri successi ottenuti con tutte le squadre che ha guidato. E ancora come con i Pulcini del Ponte 2000, ultima squadra da lui allenata, ai quali si è dimostrato uomo leale, in campo e fuori.

[singlepic id=3110 w=320 h=240 float=right]Perchè Giancarlo non era un semplice allenatore, non si limitava ad insegnare calcio; educava alla vita. Chiedeva ai componenti del gruppo di rispettarsi sempre l’uno l’altro: “In campo voglio undici fratelli, non solo undici calciatori”, diceva a chi ha avuto l’onore di chiamarlo “Mister”. Aiutarsi a vicenda, essere uniti, sacrificarsi per il gruppo, dare una mano al compagno in difficoltà, essere umili; questa era l’essenza del suo calcio e della sua vita.

Nella stagione 2006/2007 Giancarlo è stato mio allenatore a Chiesina, categoria Allievi. A fine campionato siamo riusciti ad evitare l’ultimo posto in classifica pareggiando l’ultima gara di campionato. Nonostante i non esaltanti risultati sportivi, ogni volta che ripenso a quella squadra mi sento orgoglioso di esserne stato capitano, perchè un così grande uomo ti permette di migliorare come calciatore e maturare come persona.

18,

mar at 3:43 PM

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