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Chiusura anticipata: “Incassi in crisi e dipendenti a rischio licenziamento”

Questo è lo scenario catastrofico che si prospetta per il “Bar Montecatini” e la “Pizzeria Pamy”, qualora il comune decidesse di accettare la proposta di un gruppo di cittadini.

Il braccio di ferro tra istituzioni, commercianti e consumatori sugli orari di apertura notturna degli esercizi continua. E, alle porte del periodo estivo, in cui le esigenze di chi vuole dormire vanno a scontrarsi frontalmente con la voglia di divertimento degli avventori notturni, la soluzione sembra ancora distante. Seppur indispensabile, ed estremamente urgente. La situazione attuale prevede tre posizioni diverse: i commercianti, ovviamente, sono contrari alla chiusura anticipata dei loro esercizi, i consumatori insistono sulle serrande abbassate entro la mezzanotte, in alcuni casi, l’amministrazione comunale spinge per orari diversi a seconda delle attività e delle zone in cui esse sorgono.

Il clima è teso e i consumatori, in particolar modo, sono sul piede di guerra: circola, ad esempio, in rete una petizione – “Montecatini Terme, verso una migliore qualità della vita” – in cui si auspica un totale rinnovo della città termale, intesa non come polo di divertimento (quali sono, ad esempio, Rimini o la Versilia in cui la movida, però, si sviluppa sulla zona costiera non andando ad intaccare il riposo notturno dei cittadini) ma come meta del benessere e del wellness. E nelle convinzioni dei promotori della petizione – specchio fedele poi della richiesta ufficiale fatta al tavolo di concertazione in comune – tranquillità e decoro sono prerogative immancabili per arrivare a questo.

Ma i commercianti, di contro, vogliono poter continuare a lavorare perché anticipare la chiusura significherebbe un brusco crollo degli affari e dipendenti a spasso.


[singlepic id=2165 w=320 h=240 float=left]Valerio Cialdoni – Montecatini Bar
Apertura ore 01.00
Chiusura ore 14.00

Sono ventiquattro anni che lavoro la notte, ed è la prima volta che vivo questi problemi. Certo, ultimamente la mia clientela è molto cambiata. Prima aprivo il bar per le colazioni ai cacciatori, ai pescatori, ai metronotte. Oggi, lavoro con i giovani appena usciti dai locali. Vivo questa situazione di attesa di una decisione dai piani alti in bilico tra due convinzioni: da una parte, il vero nostro nemico è la maleducazione dilagante, dall’altra, però, dobbiamo confrontarci con la scarsa tolleranza dal parte dell’amministrazione e del vicinato. Non posso assolutamente permettermi di anticipare la chiusura: significherebbe, per me, una perdita di almeno l’80% dell’incasso giornaliero.

Il comune chiede di abbassare le serrande alle 2.30, i consumatori alle 24: non solo, quindi, dovrei stravolgere completamente la mia attività ma preoccuparmi anche del futuro dei miei dipendenti. Poiché io non posso farmi carico dei comportamenti altrui fuori dalla mia proprietà, ma sono disposto ad andare incontro alle esigenze del vicinato, io ed altri commercianti avremo una proposta: autotassarci per munirci di una vigilanza specializzata per sedare, calmare in modo ufficiale gli animi più accesi. Un’apertura verso i consumatori. Aspettiamo la stessa disponibilità.


[singlepic id=2231 w=320 h=240 float=left]Valeria Stizziti – Pizzeria Pamy
Apertura ore 17.00
Chiusura ore 06.00

In sei anni di attività, non ho mai avuto una segnalazione, un problema, un richiamo. Dallo scorso anno, da quando mi hanno fatto chiudere alle 3 con un’ordinanza arrivata all’improvviso, senza spiegazioni né preavvisi e ritirata dopo 2 mesi, la mia vita è un inferno perché lotto quotidianamente contro chi ostacola il mio lavoro. Sono fermamente convinta che il problema degli schiamazzi notturni, sia di ordine pubblico non dei locali.

E pensare, che non tengo neppure la musica. Se dovesse passare la proposta di chiudere entro le 2e30, per la mia attività sarebbe un duro colpo. Economico soprattutto, visto che posso stimare la perdita in tre/quattro mila euro la settimana. Ma, anche umano visto che dovrei mandare a casa qualche dipendente. La situazione sta diventando logorante: aspettavamo una risposta entro il 30 maggio scorso, ad oggi tutto tace.

Avrei la possibilità di assumere nuovo personale ma sto temporeggiando, visto che non conosco neppure il mio futuro lavorativo. Non sono completamente d’accordo con l’idea di autotassarci per fornirci dei vigilantes, dal momento che il problema è di ordine pubblico e non privato – non c’è mai stata una rissa nel mio locale, ed ultimamente la clientela è qualitativamente migliorata.

Vengono anche da fuori provincia per mangiare la nostra pizza -  ma pur di lavorare in tranquillità e con lo stesso orario di oggi, condivido la proposta dei miei colleghi. Basta arrivare, in fretta, ad una giusta soluzione per tutte le parti coinvolte.


“La città del benessere, non della movida”

Proponiamo, di seguito, uno stralcio della richiesta con le sue motivazioni presentata e sottoscritta,  congiuntamente, da Federconsumatori e Adiconsum al tavolo di concertazione con l’Amministrazione Comunale e le  associazioni di categoria che rappresentano i commercianti: “Montecatini Terme è e deve essere una città termale (e non la città dei divertimenti).(…) Zona residenziale e turistico alberghiera a Montecatini sono sottoposte a continue minacce e disturbi a più livelli. (…) Chiediamo con forza, la tutela dei cittadini e dei turisti, anche attraverso il diritto al riposo notturno.
Infatti un cattivo riposo, insufficiente e/o interrotto ripetutamente, può portare a gravi problemi neurologici ed essere causa di gravi infortuni sul lavoro. (…) Il Sindaco, per dovere civico, ha la responsabilità di tutelare la salute dei suoi cittadini e non può permettere, né tollerare, che agenti nocivi ledano il bene più prezioso, costituito dalla salute e garantito dall’art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana. (…)”.
Luigi Vescovini, delegato Federconsumatori, ribadisce la volontà di tutelare il benessere psico-fisico delle centinaia di cittadini che soffrono di disturbi del sonno a causa dei rumori provenienti dai locali notturni e si dice contrario alla proposta dei commercianti di autotassarsi per munirsi di vigilanza privata: “Prima di tutto – ci spiega – mi sembra paradossale che si metta la sorveglianza in mano a chi deve essere sorvegliato. E, secondariamente, non può essere la soluzione al problema. I vigilantes privati non possono identificare le persone che creano disturbo alla quiete pubblica ed elevare contravvenzioni.”

27,

giu at 12:45 PM

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