Il Giullare > “Batterò la sclerosi con una rovesciata”
Stefano Turchi è convinto che tra la Sla, che lo perseguita da circa 4 anni, e i suoi trascorsi da calciatore, non ci sia una relazione consequenziale. Però, di fronte alle accuse furiose lanciate al sistema calcio e alle sue numerose disfunzioni dalla figlia di Mauro Beatrice, ad esempio, uno dei tanti, troppi, ex giocatori della Fiorentina morti in seguito alla sclerosi laterale amiotrofica, a Stefano, qualche dubbio, gli viene: ma poi preferisce passare oltre. E aspettare. Aspettare casomai che da qualche angolo della ricerca spunti fuori un farmaco capace almeno di frenare la folle corsa di questa malattia, che si presenta così, con piccoli e a volte impercettibili disturbi, per poi dilagare in un battibaleno, e mangiarsi, con voracità, muscoli, articolazioni, forza e voglia di vivere. “Quella mi è rimasta, ci mancherebbe altro – sorride Stefano Turchi, raggiunto telefonicamente presso la propria abitazione di Grumello del Monte, in provincia di Bergamo -: non potrei fare altrimenti al fianco di una donna che amo, mia moglie Simona e in vista del futuro per la nostra piccola Sara, di otto anni. Il resto però ho imparato a viverlo giorno dopo giorno, senza fare progetti, accontentandomi della malattia che, ultimamente, pare aver pretese tutto sommato ragionevoli”. La Sla, a Stefano Turchi – nato a Pistoia 42 anni fa e cresciuto calcisticamente nel Prato, con una dignitosissima carriera che l’ha catapultato fino alla massima serie, con la maglia dell’Ancona, nella stagione 1992-93 – gli è stata diagnosticata al “Besta” di Milano, nel 2005. “Cominciai a lamentare un ritardo motorio prima alla gamba sinistra, poi al braccio – ricorda Stefano Turchi -: i medici iniziarono ad insospettirsi e da lì sono cominciate le analisi, che hanno poi dato il tragico responso. Il primo anno è stato il più terribile: primo perché i tentacoli della malattia fecero i danni più grandi, evidenti, sensibili, secondo perché fu davvero dura arrendersi all’idea di dover convivere con una compagna così sgradita. Mi hanno salvato l’amore di mia moglie e la comprensione, straordinaria, di mia figlia, senza dimenticare i miei genitori, mia sorella e tanti amici che non mi hanno mai abbandonato”.
E tu sei convinto che con il calcio e i suoi derivati illegali, come il doping, le cure radiologiche, i poderosi integratori, gli incredibili diserbanti, le pomate miracolose, il tuo calvario non abbia alcuna relazione?
“Convinto no, però spero proprio di essere solo uno dei tanti sfortunati e non una vittima di esperimenti, una cavia. Dalla parte della difesa del calcio, a proposito del teorema che hai appena accennato e la relazione con la Sla, vorrei mettere, sul piatto di quella bilancia, i tanti altri sport esposti a queste eventuali letali distrazioni, senza per questo dover poi registrare anomali pandemie. Ma non escludo nulla, perché non posso e soprattutto perché non voglio. E se la moglie e i due figli di Bruno Beatrice hanno subodorato che qualcosa di strano (raggi Roentigen, contro la pubalgia, richiesta danni alla Fiorentina di 10 milioni di euro, 24 settembre 2009) ci sia stato dietro la morte del loro congiunto, fanno benissimo ad urlare tutta la loro rabbia e chiedere che venga fatta giustizia. Di fronte a misteri così dolorosi il coraggio di chiunque è una molla straordinaria per la ricerca della verità, ma anche per la sensibilizzazione”.
Non mi piace insistere: però, il cimitero del calcio è ricco di decessi anomali: Signorini, Taccola, Gorin, Vincenzi, Lombardi e improvvisi strani malori, come successo a Saltutti, De Sisti.
“I medici con i quali sono in contatto e terapia mi hanno assicurato che al momento, di certezze, non ce ne sono. Anzi, una ce n’è, ed è quella tragica che racconta che pare che siano pronti alcuni farmaci sperimentali che non riescono a mettersi sul mercato per mancanza di fondi. Su questo, noi tutti malati di Sla, non possiamo che essere d’accordo: che al di là di una mancata eventuale prevenzione, si faccia poco o nulla per la cura. Ogni tanto si ricordano di noi grazie al coraggio, leonino, di qualche nostro compagno di sventura, Borgonovo su tutti, che decide di uscire allo scoperto e buttare sul piatto della compassione la tragica realtà delle cose. E perché qualche malato, invece che elemosinare attenzioni, decide di proclamare scioperi della fame e porre all’attenzione di tutti un problema che riguarda noi pazienti e le persone che ci gravitano attorno, ma che non esclude certo il resto della società sana, o meglio, non affetta da Sla. Allora spuntano partite del cuore, come quelle organizzate per me a Pistoia e ad Ancona, strazianti testimonianze d’affetto che non mi fanno sentire solo e che mi danno forza ulteriore per continuare ad andare avanti”.
Cosa ti spaventa di più?
“Nulla, te lo dico con il cuore in mano. Da quando mi hanno diagnosticato la malattia ho contemporaneamente smesso di sognare e di aver paura. L’unico progetto che desidero portare avanti è quello che riguarda mia figlia: ha solo otto anni e nonostante non capisca, ringraziando il cielo, la Sla, è profondamente comprensiva nei miei confronti, una bambina con mille premure, infinite attenzioni. Il futuro di Sara: ecco, quello mi preme veramente. Speriamo di avere ancora molto altro tempo per starle vicino e vederla diventare una donna”.
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3 Responses to “Batterò la sclerosi con una rovesciata”
Pino Fronzi 24 ottobre 2010 at 18:29
Continuando la ricerca per capire le cause della SLA, ora posso precisare quanto segue.
Le ricerche di Epidemiologia ci hanno indicato che, la sclerosi laterale amiotrofica incide maggiormente in attività di lavoro, o attività sportive affaticanti e continuate, ma anche e soprattutto ANAEROBICHE, svolgendo le quali frequentemente e SOGGETTIVAMENTE, a causa dello sforzo fisico, le persone interrompono la respirazione per alcuni secondi, abitualmente, nelle azioni di lavoro o azioni sportive.
Sappiamo che la SLA si riscontra nelle attività di lavoro come: AGRICOLTORI, OPERAI CHE SOLLEVANO E TRASPORTANO PESI, SELVICOLTORI, LAVORATORI DEL CIRCO, e altri lavori affaticanti, svolgendo i quali frequentemente le persone possono interrompere la respirazione.
Ci sono poi altre attività di lavoro nelle quali la SLA si riscontra in misura maggiore come: SALDATORI, OPERAI DELLE AZIENDE CALZATURIERE, E DELLA LAVORAZIONE DEI PELLAMI, ed altri, in questi lavori per evitare di respirare le esalazioni dei fumi prodotti dalle saldature, oppure le esalazioni dei pesticidi, dei solventi e collanti, sapendo che queste esalazioni sono tossiche, durante il lavoro, le persone abitualmente TRATTENGONO IL RESPIRO FREQUENTEMENTE.
Anche in alcune attività sportive affaticanti e continuate la SLA incide di più, certi sports come: GIOCATORI DI CALCIO, DI BASEBALL, DI FOOTBALL, ARBITRI, ed altri sports, svolgendo anche queste attività, per esempio quando si scatta nella corsa, contraendo i muscoli addominali, le persone contraggono frequentemente e SOGGETTIVAMENTE I MUSCOLI DELLA RESPIRAZIONE, abitualmente, per alcuni secondi nelle azioni di gioco.
Quando svolgendo queste ed altre attività fisico-motorie affaticanti e continuate, le persone interrompono abitualmente la respirazione, INSORGE la carenza di ossigeno nel sangue che fluisce anche e soprattutto al Cervello, il termine medico è IPOSSIEMIA ARTERIOSA CEREBRALE; QUESTA E’ LA CAUSA DELLA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA.
La carenza di ossigeno nel sangue, la subiscono principalmente i Motoneuroni della Corteccia Cerebrale, ai quali è indispensabile una maggiore energia tratta dall’ossigeno presente nel flusso Cerebrale, perchè hanno l’importante compito di GENERARE E TRASMETTERE GLI IMPULSI CHE AZIONANO I MUSCOLI.
Comprendiamo quindi che, la carenza di ossigeno nel sangue, CAUSA UN CONTINUO DANNO IPOSSIEMICO ai Motoneuroni della Corteccia Cerebrale, i quali si deteriorano progressivamente, causando dopo un certo tempo l’atrofia muscolare che indica la sclerosi laterale amiotrofica.
Possiamo in questo modo capire che, quando si svolgono lavori o sports affaticanti, continuati, ma anche ANAEROBICI, per esempio: sollevando e trasportando pesi, scattando nelle corse, o comunque in un intenso impegno fisico, E’ INDISPENSABILE NON CHIUDERE LA BOCCA, si continuerà così a respirare sufficientemente, evitando in questo modo la malattia neuromuscolare SLA.
Vorrei citare ora, uno degli sports affaticanti nel quale (per fortuna) non si registrano casi di ammalati della sclerosi laterale amiotrofica, LO SPORT DEL CICLISMO, perchè questa sorprendente e molto indicativa immunità a questa malattia neuromuscolare?
Semplicemente perchè IL CICLISMO E’ UNO SPORT PREVALENTEMENTE AEROBICO, i ciclisti attuano uno sforzo fisico-motorio costante, raramente interrompono la respirazione, questi atleti quindi, RESPIRANO ABBASTANZA REGOLARMENTE, per questo motivo, per loro e nostra fortuna, i professionisti del ciclismo sono immuni alla SLA.
Certo di fare una cosa utile con questa ricerca che svolgo da quattro anni, la comunico volentieri, con la certezza di scrivere delle realtà facilmente dimostrabili, è indispensabile però un’impegno dei medici, per un controllo e una verifica della stessa.
Pino Fronzi
Enzo 8 settembre 2010 at 00:07
La SLA è una malattia difficile a raccontarisi, la conosce soltanto chi ha un famigliare e un amico affetto da quesa terribile malattia , ringrazio il mondo del calcio che tanto fa per promuovere la conoscenza e la ricerca. Non colpisce soltanto i calciatori nella mia città Prato dove ci sono una ventina di casi nessuno è calciatore. Speriamo nella ricerca
Pino Fronzi 5 aprile 2010 at 18:01
Le cause sporadiche di tutte le SLA, sono le frequenti interruzioni della respirazione, (brevi apnee istintive e abituali) svolgendo le attività di lavoro, o attività sportive intense, affaticanti e continuate.
Queste apnee se ripetute nel tempo causeranno CARENZA DI OSSIGENO AI MOTONEURONI DELLA CORTECCIA CEREBRALE, E ALLE ALTRE CELLULE CHE AZIONANO I MUSCOLI.
IN SEGUITO, LA CARENZA DI OSSIGENO AI MOTONEURONI CAUSERA’ UNA PROGRESSIVA ATROFIA MUSCOLARE, CHE INDICA LA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA.
L’UNICA TERAPIA CHE PUO’ FERMARE LA PROGRESSIONE DI QUESTA MALATTIA NEUROMUSCOLARE E’ UNA MAGGIORE PERFUSIONE CEREBRALE, (flusso sanguigno al cervello), GRAZIE AL QUALE LE CELLULE CHE AZIONANO I MUSCOLI OTTERRANNO UNA MIGLIORE OSSIGENAZIONE, PERMETTENDO IN QUESTO MODO LA REGRESSIONE DELLA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA.