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“Perché non dare largo ai giovani?”

Franco Pasquini, monumento dal calcio di Ponte Buggianese, ha un’idea per superare la crisi dello sport in paese.

[singlepic id=2363 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Alle soglie dei cinquant’anni non ha ancora intenzione di appendere le scarpe al chiodo o, come lui ci racconta: «Io mi farei anche da parte, ma i miei compagni del Vione e mister Lamberto mi vogliono ancora in campo». Franco Pasquini, conosciuto da tutti come «Celentano», è un monumento del pallone della nostra terra e, in particolare, del calcio di Ponte Buggianese.

Nella sua infinita carriera ha indossato tutte le maglie delle squadre del paese: Ponte, Anchione, Biancorossi Pontigiani e, ora, Vione negli amatori. In più, nel suo palmares, ci sono stagioni ricche di successi anche con Borgo e Lampo.

«A Lamporecchio – racconta – ho passato anni bellissimi. Dalla seconda categoria siamo saliti fino in Promozione, facendo un’impresa». Ma in questi giorni turbolenti, tra fusioni, scissioni e rimpasti societari nell’ambiente sportivo pontigiano, la sua memoria torna a quegli anni d’oro nei quali i colori biancorossi primeggiavano tra i dilettanti. «Indimenticabile la stagione in prima categoria, quella dei record, delle tredici vittorie consecutive.

[singlepic id=2364 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Eravamo una squadra formidabile, perfetta, allenata da Parlanti e creata dal presidente Borghetti: Pini in porta, Del Cesta, il Ciocio Rodolfo Meucci e, per citarne altri, quei tre davanti Matteoni, Mariotti e Raiola, in assoluto l’attaccante più forte che ho mai visto in un campo di calcio dilettanti. Che bei ricordi». Oggi l’attuale situazione del calcio del paese che lo ha adottato (Franco è originario di Chiesina) è abbastanza difficile: l’Anchioneponte inglobato dal nuovo Montecatini e il Molin Nuovo che, con l’acquisizione del titolo del Pistoia club, si è vestito di biancorosso per giocare in Promozione.

«Spero che in questo paese si continui sempre a giocare a calcio. Ho vestito tutte le maglie: Ponte, Anchione, Biancorossi e, ora, Vione. Mi piacerebbe, un giorno, rivedere al campo le persone che hanno fatto il bene di questo sport in paese. In più, i giovani, tantissimi, che hanno difficoltà a trovare squadre. Si poteva ripartire da zero, dalla terza, con i ragazzi cresciuti in questi campi e risalire pian piano. Se me lo avessero chiesto, mi sarebbe piaciuto prendermi questa responsabilità”.


Graziano Toci: “Il Ponte Buggianese siamo noi”

[singlepic id=2357 w=320 h=240 mode=watermark float=left]«Siamo noi il Ponte Buggianese e io, come presidente, sono fiero e felice di aver portato la squadra in questo paese, dove vivo da 37 anni e ho giocato negli anni ‘60». Le parole sono quelle di Graziano Toci, artefice del miracolo Molin Nuovo che, insieme a un fedele gruppo di dirigenti, manda avanti da trentasei anni. «Dagli amatori siamo saliti fino in prima categoria e, oggi, grazie all’accorpamento con il Ponte Buggianese e all’acquisizione del titolo sportivo del Pisoia club, ci apprestiamo a giocare un campionato di Promozione. E’ stata un’operazione necessaria per riportare il calcio di un certo livello a Ponte, sulla scia della formidabile esperienza del Molin Nuovo». Il Molin Nuovo Ponte, infatti, è iscrtitto in federazione come Pistoia club, ma è, secondo il presidente Toci, in tutto e per tutto la continuazione delle sue società valdinievoline. «Io, come detto, sono di Ponte Buggianese, l’Agral, la mia azienda, ha sede a Ponte Buggianese, come molti altri dirigenti: il segretario generale Roberto Seghetti, il dirigente Alessandro Baldasseroni, il direttore sportivo Attilio Sensi e l’allenatore Mirco Matteoni. In più si aggiungeranno al corpo dirigenziale, molti soggetti della vecchia società dell’Anchioneponte». Anche le maglie a righe verticali biancorosse, sono un segno della voglia di continuità del presidente Graziano Toci che dice: “Faremo cose importanti”.

2,

ago at 7:00 PM

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