Il Giullare > “Lavori alle Leopoldine a rischio ma il Comune pensa a Miss Italia”
Intervista a cura di Cinzia Silvestri
Dopo le notizie apparse sui quotidiani locali sul caso del rallentamento dei lavori nel cantiere delle Terme Leopoldine, abbiamo incontrato Riccardo Sensi, consigliere comunale per il PdL a Montecatini e Presidente della Commissione consiliare per le società partecipate del Comune, per approfondire meglio la vicenda. Le sue parole sono state chiare, ma, allo stesso tempo, preoccupanti per il futuro della città.
«In occasione dell’ultima commissione del gennaio 2011, i dirigenti delle Terme dichiaravano che le opere alle Leopoldine sarebbero state concluse entro dicembre 2011 – gennaio 2012 – spiega Sensi – tra l’altro fissavano l’inaugurazione per la Pasqua 2012. Tuttavia sembra che in queste ultime settimane i lavori abbiano subito un deciso rallentamento e, malgrado nessuna comunicazione ufficiale sia giunta finora, pare che la causa vada ricercata nel ritardo dei pagamenti alla ditta che ha in appalto i lavori, la CMSA. Si tratta di una circostanza che, se confermata, è di un assoluta gravità».
[singlepic id=3449 w=320 h=240 float=left]Entriamo nello specifico…
«Nel 2007 la città unita ha plaudito al progetto Fuksas, senza distinzioni politiche, né sociali, né economiche, partiti di destra, centro e sinistra, i cittadini, le categorie imprenditoriali, perché tutti hanno capito che era l’unica strada percorribile. Per questo il Comune e la Regione si sono impegnati economicamente e la società Terme si è accollata un gravosissimo impegno finanziario. Dato il costo dell’opera e le risorse limitate, è inevitabile procedere per step, ma questi devono essere rispettati. Se questo percorso virtuoso, iniziato con il restyling dello stabilimento termale Redi, oggi funzionante con successo, non si completa con l’inaugurazione di quella che potrà essere considerata una delle più belle spa al mondo, le Terme Leopoldine di Fuksas, questa città andrà incontro ad un sicuro disastro. La gravità della situazione non pare però essere percepita non solo dai cittadini, ma anche dalla categorie economiche».
E’ quindi concreto il rischio di non vedere completata la tanti attesa opera delle Leopoldine nei tempi previsti?
«Se i lavori rallentati al cantiere Leopoldine sono causati da scarsità di risorse restano due alternative: o l’Amministrazione Comunale e la Regione garantiscono i tempi di inaugurazione con un impegno chiaro e formale, altrimenti si proceda alla privatizzazione subito per risorse e gestione. Inoltre, una domanda non può essere inevasa: il giorno dopo l’apertura come saranno gestite le Leopoldine? Con quali risorse? Ancora a debito? Comune e Regione devono allora pensare con celerità alla pubblicazione di un bando europeo per la privatizzazione della gestione. L’impressione è, invece, che il Comune stia facendo come gli struzzi, occupandosi di Miss Italia. Così andiamo incontro a una catastrofe suonando la fanfara, come in un drammatico remake del Titanic».
Pero’, avere almeno un evento di prestigio come Miss Italia, sarà un’ottima promozione per tutta la città…
«Se tuttavia nessuno sa che a Montecatini esiste una spa tra le più suggestive al mondo, con piscina e bagno romano comprendente frigidarium, calidarium e tepidarium, con i migliori servizi sul mercato, non basterà portare Miss Italia, che resta un evento su scala nazionale. Montecatini dovrà avere una promozione su scala planetaria: Berlino, Parigi, Londra, Pechino, Mosca, Washington, i Paesi Arabi e l’estremo oriente, dovranno essere gli obiettivi da centrare con una pubblicità mirata, altrimenti gli investimenti sul progetto e sui lavori saranno soldi buttati al vento.Bisogna trovare risorse per la promozione mondiale che deve essere fatta nei mesi precedenti l’apertura e appare ridicola la somma preventivata di 250.000».
Anche l’approvazione del Prat (Piano di Recupero delle Aree Termali) ad oggi risulta determinante sulla questione termale…
«A fine dicembre 2008 Fiori firmò un piano di finanziamento con Bnl in cui gli istituti di credito avrebbero dato soldi a stato avanzamento lavori, a condizione che le Terme vendessero i propri immobili non strategici, per co-finanziare le opere in programma. La giunta Bellandi è al timone da due anni, ma l’approvazione del piano urbanistico per le terme non è ancora arrivata e gli immobili continuano a essere difficilmente vendibili. Dotare alcuni immobili di destinazioni compatibili con il turismo faciliterebbe le vendite e quindi l’afflusso di cassa alle terme. Oppure si vuol continuare con i finanziamenti pubblici magari aumentando le tasse ai cittadini? Sarebbe una sciagura da evitare a tutti i costi».
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