Il Giullare > Edoardo Fanucci: "Andrei insieme a Renzi nella villa di Berlusconi"
Il giovane vicesindaco (il più votato alle ultime elezioni), però, sottolinea: “Accetterei l’invito del Presidente del Consiglio, solo per il bene di Montecatini. Per amore si fa anche questo”.
[singlepic id=2921 w=320 h=240 float=left]Edoardo Fanucci è nato a Pescia, il 24 febbraio 1983. Montecatinese doc, ha studiato al Liceo Scientifico «Coluccio Salutati» e si è laureato all’università «Bocconi» di Milano in Economia e Legislazione delle imprese. Dopo un periodo di lavoro e formazione alla multinazionale «Deloitte», è tornato a vivere in città. Ora lavora nello studio professionale di famiglia, con il padre Massimo. La mamma Paola Zecchi è a capo del circolo didattico della città e poi, c’è anche la sorella più grande Costanza, madre della piccola Vittoria di diciotto mesi.
Ha la faccia del bravo ragazzo e l’allure di chi ha le carte in regola per raggiungere il successo. Vivace, sognatore, brillante e, per questo, è facile farsi coinvolgere dal suo entusiasmo. Edoardo Fanucci, 27 anni, una laurea in economia alla «Bocconi» in tasca, la carica di assessore al bilancio, aziende partecipate e partecipazione come primo impegno amministrativo, è sicuramente, a sinistra, il giovane che si è messo maggiormente in luce nella nostra provincia. Fermamente convinto che sia il Partito Democratico il simbolo da seguire, è uno di quei politici freschi, che hanno un’immagine «bipartisan». In effetti non sembra per niente cresciuto nelle sezioni di partito all’interno dei circolini di paese, ma non è nemmeno un tipo «imbalsamato» come i berlusconiani più ortodossi. Sotto quei riccioloni biondi c’è, infatti, nelle sue parole, prima di tutto, un legame forte con la sua città, Montecatini che, alle ultime elezioni amministrative, gli ha dato fiducia, premiandolo con 400 preferenze: un risultato clamoroso. Un record. Exploit che ha convinto il sindaco Giuseppe Bellandi a investirlo anche come suo vice.
[singlepic id=2922 w=320 h=240 float=left]Partiamo da qui, Edoardo: alle ultime elezioni sei stato il consigliere più votato, dopo cinque anni di opposizione. Ti aspettavi un riscontro così importante?
«E’ stato un risultato grandissimo, inaspettato, ma sento una grande responsabilità verso gli elettori. Amministrare una città, in effetti, vuol dire pensare al bene globale, non alle singole situazioni. E dire no a chi ti chiede aiuto, a volte è veramente difficile, fa soffrire. Ma solo facendo squadra si può essere più forti e crescere».
Parli come un sognatore, ma hai le idee chiare come un economista. Sembri nato per fare politica. Come hai iniziato?
«Al Liceo scientifico Coluccio Salutati sono stato rappresentante di istituto. Ricordo sempre un’assemblema di istituto, nella quale feci un discorso sulla riforma universitaria. Parlavo tenendo una copia de La Repubblica sotto il braccio, ma mi resi conto che mi ascoltavano in pochi. Continuai lo stesso a ripetere le mie idee e a destai attenzione gridando una frase che mi piace molto: “Tu puoi scegliere di non occuparti di politica, ma la politica si occuperà sempre di te».
[singlepic id=2923 w=320 h=240 float=right]Quindi, per questo, credi che ci sia un distacco dei giovani dalla politica?
«Non del tutto. Perché se è vero che c’è una maggioranza che non si interessa di politica, esiste una minoranza qualificata: ragazzi pieni di nuove idee ed entusiasmo che possono portare forti e decisivi cambiamenti. Credo nei meriti e negli ideali: non mi piacciono ad esempio le «quote rosa», le «quote giovani», che limitano e ghettizzano. Chi ha qualità e voglia deve emergere».
Un importante esponente del tuo partito, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, peraltro giovanissimo, ha parlato di «rottamazione della vecchia politica» riferendosi anche al Pd. Che ne pensi?
«Ripeto: identiche possibilità a tutti, a patto che si portino idee e spirito di sacrificio. La politica non è un lavoro, ma un impegno, un mezzo per raggiungere dei sogni, per fare qualcosa di importante per la tua città o per l’Italia. Ricordo ancora quando a Montecatini (città storicamente di centro destra) di fronte a Veltroni in piena campagna elettorale, vidi l’intero Palazzo dei congressi urlare “Yes, we can”. Fu veramente emozionante. Gli ideali ci vogliono sempre in politica, questa è la forza dei giovani. In quanto a Renzi, credo sia un bravissimo amministratore e sarà uno dei principali artefici del futuro del Pd».
[singlepic id=2925 w=320 h=240 float=left]E’ stato molto contestato dai vertici del partito per aver incontrato Berlusconi ad Arcore. Tu avresti accettato l’invito?
«Certo che avrei accettato. Anzi, ti dirò di più: ad Arcore sarei andato anche a piedi, ma solo se fosse stato necessario per il bene di Montecatini. Tra l’altro, anch’io sono d’accordo con la tassa di scopo. A Montecatini, se i turisti pagassero anche solo 50 centesimi, ne trarremmo importanti benefici, dato che in città ne gravitano circa un milione e 900 mila all’anno».
L’aspettativa nei vostri confronti è molto alta e, dopo un anno e mezzo, ci sono ancora molti nodi da sciogliere. Il primo: terme e turismo.
«Le Redi sono ripartite alla grande e nel 2012 sarà pronta la piscina delle Leopoldine. Un anno dopo, dalla nostra città passerà il mondiale di ciclismo, una vetrina internazionale dove saranno messe in mostra le nuove terme. E’ una grande opportunità e il merito è tutto del sindaco Bellandi. L’idea di portare il mondiale qua, nella terra di Ballerini, è stata sua e nel momento delle trattative è stato capace di fare squadra con città come Firenze e Lucca per raggiungere il risultato. Lo dobbiamo ringraziare tutti».
[singlepic id=2926 w=320 h=240 float=right]E’ vero che nei vostri progetti c’è quello di chiudere alcune zone del centro al traffico? Non è negativo per i commercianti?
«Non è negativo, anzi. Il progetto è importante e ci tengo particolarmente. Non chiudiamo la città al traffico, ma sarà modulare e dissuaso, regolato a seconda delle esigenze stagionali.Ci saranno aree pedonali e piste ciclabili. Saranno eliminate le soste in centro e si potrà usufruire di tre grandi parcheggi: Kursaal, aree ex Lazzi ed ex imbottigliamento, di fronte alle Leopoldine. Dobbiamo migliorare la segnaletica, è vero, ma lavoreremo affinché sia tutto perfetto».
Con i locali notturni cosa avete in mente di fare? E l’immigrazione?
«Montecatini non deve vivere solo di Terme: il turista vuol trovare locali al passo con i tempi, eventi. Per me, ogni volta che chiude un negozio o un bar è un lutto ed è invece una grande soddisfazione quando nascono nuovi locali, come ad esempio il ritorno del San Francisco e l’apertura del ristorante Pecora Nera. Bisogna incentivare gli investimenti che danno appeal alla città. E i locali notturni devono essere messi in condizione di lavorare al meglio. Va sconfitta l’immigrazione clandestina, che porta criminalità e prostituzione: le forze dell’ordine stanno facendo un grande lavoro e noi saremo sempre lì a loro fianco. Gli stranieri regolari, invece, vanno inseriti, devono crescere con noi: lavorano, vengono qua con le famiglie, sono tanti e svolgono attività che, ormai, gli italiani non vogliono fare più».
C’è chi dice che in un anno e mezzo non avete fatto niente. Come rispondi?
«Ci siamo insediati un anno e mezzo fa, stiamo lavorando seriamente e con grande impegno. Siamo una squadra di sette assessori preparati e, soprattutto, uniti e grandi amici anche fuori dalle porte del Comune: tutti a servizio del sindaco Bellandi. I punti cardine della nostra politica sono: umiltà, entusiasmo e amore per la città. Non abbiamo la bacchetta magica, ma al termine di questa legislatura i risultati saranno concreti e per il bene di tutti. Lo prendo come impegno personale».
Alla vigilia delle elezioni perché vi davano tutti per spacciati?
«E’ proprio questo che ci ha fatto vincere. Quando Alberto Lapenna dichiarò che sarebbe diventato sindaco con il 70 per cento delle preferenze, capii che qualcosa nel loro modo di fare campagna elettorale non funzionava. E, mentre erano alla convention con la Brambilla, noi andavano a casa della gente per farci conoscere, parlare, ascoltare le loro esigenze. Bellandi è stato vincente ed è vincente, perché è il sindaco di tutti, è l’uomo che ispira fiducia, serietà. Sono onorato di far parte della sua squadra».
La tua vita non è solo politica. Hai anche un importante titolo di studio…
«Prima di tutto, sono molto legato alla mia famiglia e a Montecatini. Quando studiavo a Milano, il fine settimana rientravo sempre. Dopo un’ esperienza alla «Deloitte», ora lavoro nello studio commerciale di famiglia, per dedicarmi, appunto, anche alla politica».
Dicono che piaci anche molto alle ragazze. E’ vero?
«Non lo so, non mi interessa. La mia vita è cambiata da quando ho incontrato Valentina, la mia attuale fidanzata. Vive a Pescia e stiamo insieme da due anni. Con lei mi sento più forte e tranquillo, mi capisce e comprende i miei impegni. E poi chi l’ha detto che sono un bel ragazzo? A me basta che lo pensi lei».
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