Il Giullare > Federica Fratoni: "Ho scoperto la politica e mi sono innamorata"
CHI E’:
Federica Fratoni è nata a Firenze 8 giugno 1972. Dopo gli studi al Liceo Classico Forteguerri di Pistoia si è iscritta all’Università di Firenze, facoltà di Economia e Commercio, dove nel 1997 si è laureata con 110, presentando una tesi sul Centro di Sperimentazione Vivaistica (Cespevi), aggiudicandosi il secondo premio, l’anno successivo, del concorso Pancioli, indetto da Assindustria e Fondazione Cassa di Risparmio.
[singlepic id=2595 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Nel 2005 ha conseguito un master universitario in Organizzazione Industriale dei Servizi Pubblici Locali. Da oltre dieci anni lavora al Comune di Buggiano in qualità di Responsabile dei Servizi Finanziari. Fra i suoi interessi c’è sempre stato l’impegno sociale e politico, maturato definitivamente dopo l*incontro con l’ndimenticato Massimo Braccesi.
Ha militato nel Partito Popolare Italiano e successivamente nella Margherita, fino a diventare Segretario Provinciale nel 2007. Il 14 ottobre 2008 è stata eletta all’Assemblea Nazionale Costituente del Partito Democratico, grazie alla straordinaria partecipazione di cittadini.
Nel gennaio 2008, l’assemblea dei delegati del Comune di Pistoia, l’ha scelta come Segretario Comunale con il consenso del 77 per cento.
Si definisce come una giovane donna normale che dedica molto tempo alla sua passione: la politica, intorno alla quale ruotano tutti i suoi interessi. Quando ha un po’ di tempo libero si dedica alla lettura di romanzi e ascolta musica jazz. Vive a Pistoia.
Il Presidente della Provincia di Pistoia, Federica Fratoni, come non l’avete mai conosciuta. E’ la prima donna che ricopre questa carica nel nostro territorio. Una vita fatta di impegno politico nel segno dei valori democratici.
[singlepic id=2596 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Quando si decide di intervistare il Presidente di una Provincia, in questo caso, ovviamente, Pistoia, già mettiamo in conto una trafila tra uffici stampa, collaboratori, segretari da superare prima di arrivare all’appuntamento.
Invece lei, Federica Fratoni, 38 anni, la troviamo sempre in mezzo alla gente. Non fa la differenza il contesto: che sia un evento istituzionale o anche così, in un giorno come un altro, è facile condividerci un caffè al bar e una chiacchierata che, non per forza, deve snodarsi tra visioni politiche, problemi da risolvere, interventi da mettere a punto sul nostro territorio.
Il Presidente, ed è troppo semplice, in questo caso ironizzare, con un gioco di parole, su un parallelismo in chiave berlusconiana, riesce a confrontarsi su tutto, che siano argomenti leggeri, cultura o che si approfondiscano le scelte che fanno capo alla carica istituzionale che ricopre.
Diverso è l’approccio: sa ridere e scherzare e, improvvisamente, diventare una donna seria e tenace. Fuori dai suoi impegni politici, con lei c’è spesso anche il compagno, Daniele Bettarini, sindaco, al secondo mandato, di Buggiano. Insieme, da alcuni anni, condividono passione per la politica, militanza nel Partito Democratico e amore.
Una relazione che non hanno mai tenuto nascosta, ma che, per la prima volta (e questo merito ce lo prendiamo) hanno reso ufficiale sulle pagine di un giornale, proprio attraverso «Il Giullare» (vedi n.1 – giugno 2009), in una simpatica intervista doppia. Un sorta di primato, come lo è per Federica Fratoni, l’investitura di Presidente della Provincia di Pistoia. E’, infatti l’unica donna in Toscana a ricoprire questa carica e la nona in Italia.
Ce lo dice con orgoglio, appena la incontriamo, la mattina, nel suo ufficio, mentre organizza gli appuntamenti di una giornata piena di lavoro. Dopo l’intervista l’attende, infatti, una riunione di giunta. Capelli a posto e tailleur, ci accoglie con un aspetto particolarmente elegante e curato, consono all’immagine della donna di potere.
Possiamo azzardare anche un paragone: la bella versione di Angela Merkel.
«Non mi sento una donna di potere – precisa subito – so che ho una grande responsabilità nei confronti dei cittadini di tutta la Provincia. Per questo, ogni giorno, cerco di portare avanti il mio impegno credendo che la politica non sia una professione, ma un servizio. Per fare carriera potevo restare a dirigere i servizi finanziari del Comune di Buggiano».
[singlepic id=2592 w=320 h=240 mode=watermark float=right]Donna e, per giunta, nemmeno quarantenne, ma già a capo di una Provincia. Una scalata politica molto veloce. Come è iniziato il suo percorso?
«Mi sono avvicinata alla politica, grazie agli insegnamenti che ho ricevuto dall’indimenticato Massimo Braccesi. C’è sempre stato un legame importante tra le nostre famiglie e lui, quando era sindaco di Cutigliano e poi consigliere regionale, mi ha insegnato i valori della correttezza, della serietà e dell’impegno quotidiano in politica. Era il ‘92, l’anno delle stragi di Capaci e via D’Amelio e di Tangentopoli, quando mi sono iscritta nel Partito Popolare di Martinazzoli. Successivamente sono passata alla Margherita, per traghettarla, insieme agli altri miei compagni, nel Partito Democratico. Che, alla fine, non è altro che il progetto che, negli anni ‘70, avevano iniziato Aldo Moro e Berlinguer».
Prima è stata consigliere circoscrizionale a Pistoia, successivamente presidente e poi, l’elezione, l’anno scorso, a Presidente della Provincia di Pistoia…
«Quando mi hanno candidata alle primarie del partito, non ero sicura di farcela. In corsa con me c’erano altre due donne molto valide: Daniela Gai e l’avvocato Cecilia Turco. E’ stata una bella soddisfazione, come la tornata elettorale contro Ettore Severi. Gli elettori mi hanno premiata al primo turno con un importante consenso. Smaltito l’entusiasmo iniziale, mi sono subito messa al lavoro. Ripeto, so di avere una grande responsabilità verso tutti i cittadini. Soprattutto in questo periodo storico, nel quale i nostri rappresentanti al governo non danno certo un bell’esempio, c’è bisogno di una politica pulita e concreta».
A proposito, da un po’ di tempo, pare che nelle intenzioni del governo ci sia la volontà di ridurre il numero delle Province. Pistoia sarebbe una di quelle che potrebbero scomparire. Cosa accadrà?
«Credo sia prettamente una questione demagogica del Centro-Destra. Niente di più. Le Province, in Italia, esistono da sempre e sono previste dalla Costituzione. La manovra, in effetti, non servirebbe a niente. Gli enti Province, costano allo stato tredici miliardi di euro all’anno. Riducendoli si risparmierebbe soltanto lo 0,8 per cento, dato che non graverebbero più nelle casse dello stato solo gli stipendi dei presidenti e dei consiglieri. Ma si dovrebbero, lo stesso, fare gli stessi interventi con i medesimi costi. Credo che sia più utile, invece, pensare in modo efficiente, allo sviluppo di un’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia che, attualmente produce il 50 per cento del Pil della Toscana e conta, circa, il 50 per cento della popolazione regionale».
A Pescia, invece, qualcuno avrebbe voluto cambiare provincia e passare sotto Lucca, infiammando il dibattito politico di questa primavera…
«E’ una vicenda poco reale, ma molto strumentale. Qualcuno, probabilmente, stava cercando un po’ di visibilità interna e, per questo, ha tirato in ballo la questione della provincia, dimenticandosi dei problemi più importanti, in primis la crisi economica che sta mordendo anche dalle loro parti. A questo proposito, insieme a Regione e amministrazione comunale, stiamo lavorando ad un progetto per il rilancio del Comincent. In più c’è da dire che Pescia fa parte a pieno titolo, da settantanni, della provincia di Pistoia e il nostro intento è proprio quello di migliorare sempre di più i collegamenti tra i vari paesi, con importanti interventi sulla viabilità,proprio a Pescia abbiamo investito per questo 7 milioni di euro, in modo che si possa abbattere il «muro» del Serravalle che, spesso, è più nella mente, che nella realtà. Restando sempre a Pescia, siamo molto attenti anche alle bellezze del territorio, come la Svizzera Pesciatina, dove stiamo investendo nella connettività, installando su tutta l’area la banda larga».
[singlepic id=2597 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Una sfida su tutte: combattere la crisi economica, in un periodo di sostanziosi tagli da parte del governo, alle casse delle pubbliche amministrazioni. Qual è la sua ricetta?
«Stiamo lavorando su due filoni: sul reddito delle famiglie, cercando di sostenerle attraverso interventi diretti e accordi con gli istituti di credito, ma per parlare di atti concreti, prendiamo ad esempio il caso della «Call e call», dove siamo riusciti a far riassumere i 500 cassintegrati, mettendo a disposizione 500 mila euro per la formazione. Ad oggi è importante pensare, però, anche al dopo crisi e al rilancio del territorio. Con la Regione, abbiamo individuato diverse arree, addirittura 76, dove è previsto un importante insediamento produttivo. In Valdinievole, un esempio importante è quello della Camporcioni. Infine è rilevante la nostra politica sul turismo: sulla montagna pistoiese, abbiamo ottenuto un contributo di 300 mila euro per salvare lo storico impianto della Doganaccia, grazie anche all’aiuto dei nostri rappresentanti in Regione, Gianfranco Venturi e Caterina Bini. E stiamo seguendo con attenzione anche il progetto di rilancio delle Terme di Montecatini».
Con tutte le cose che ci sta dicendo, vuol dimostrare che le donne sono più brave a far politica degli uomini?
«No, la politica c’è chi la fa con lo spirito giusto e chi invece pensa ai propri interessi, non c’entrano i sessi. E’ vero, però, che in Italia siamo un passo indietro rispetto a molti paesi europei sulla parità dei sessi in politica. Ancora esiste un po’ di pregiudizio».
A Berlusconi, però, pare che piacciano le donne…anche in politica. Si fosse candidata nel Pdl, chissà quale posto avrebbero riservato per lei…
«Non mi sembra che il Presidente del Consiglio abbia dato un bell’esempio, proprio in tema di donne. Nel Partito Democratico le cose si fanno per bene: le quote rosa sono previste dallo statuto in modo preciso e, prima di tutto, si valutano le capacità. Credo, comunque, che le donne, in politica abbiano quel pragmatismo e un po’ di sensibilità in più».
[singlepic id=2593 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Dicono che lavora tanto, ma la donna di casa la fa mai?
«Mi piacerebbe, in particolare, cucinare per il mio compagno, Daniele, ma è il tempo che ci manca. Ed è anche per questo che facciamo ancora i fidanzati, nonostante l’età. Precisiamo, la sua».
Lui sindaco, lei Presidente della Provincia, non sarà un po’ noioso parlare sempre di politica?
«No, noi parliamo di tutto, condividiamo anche molte passioni. Ma è evidente che grazie alla politica abbiamo vissuto, insieme, le più belle soddisfazioni. Ci siamo conosciuti proprio in Comune a Buggiano, dove io ho lavorato per undici anni. E, per evitare una tua battuta, ti blocco subito, sul nascere: sono entrata a lavorare in Comune, vincendo un concorso al quale ho partecipato dopo la laurea in Economia e Commercio, alcuni anni prima di conoscere Daniele Bettarini. Va bene cosi?».
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