Il Giullare > Il volto rosa alle primarie
Sposata in seconde nozze con Aldo Fedi, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Usl 4 di Prato, è madre di Elisa, 32 anni, Camilla, 31, Beatrice e Caterina, rispettivamente 21 e 20 anni. Tra il lavoro e la famiglia, non ha molto tempo di coltivare hobby, ma non rinuncia a godere della buona musica lirica, al mare e alle lunghe passeggiate nel verde.
Potrebbe entrare nella storia, diventando il primo sindaco donna della sua città. Ma, questa possibilità non sembra crearle particolari ansie. Anzi, Cecilia Turco – che ha già il primato di essere l’unica candidata “rosa” alle prossime primarie – ha un sorriso sempre pronto a sbocciare, nonostante questo sia, per lei, un momento particolarmente stressante ed impegnativo (“Ma rifarei tutto. Sto vivendo un’esperienza faticosa, ma bella perché mi permette di conoscere a fondo questa città, all’apparenza sorniona, ma ricca di un patrimonio di storie umane incredibili e significative” ci confida). Cecilia Turco dà l’impressione di essere una donna concreta, oltre che completa: stimata professionista che festeggia quest’anno i trent’anni di attività (avvocato, titolare dello Studio Legale Turco e Associati), madre, moglie, impegnata nel sociale ed, ovviamente, in politica. Dal 1985 al 1988 è stata capogruppo per la Sinistra indipendente in Consiglio comunale a Pistoia e dal 1988 al 1990 assessore agli Affari Generali, ai servizi sociali e alla Cooperazione Internazionale. Attualmente, è membro del Consiglio generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e presidente del Consiglio di amministrazione della Scuola di Formazione Forense “Cino da Pistoia”, istituita dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pistoia. Non si considera una superdonna: anzi, senza falsa retorica, sa che è routine per chi porta la gonna, doversi abilmente destreggiare tra lavoro, famiglia ed interessi personali.
Lei è l’unica candidata donna. Un vantaggio? O, diversamente, una penalizzazione?
Senz’altro un vantaggio. C’è grande desiderio di avere una donna alla guida della città. Sarebbe la prima volta e sono in tanti a darmi fiducia non soltanto come ex amministratrice, come persona che ha una sua storia professionale conosciuta, che ha sempre vissuto a Pistoia e la conosce bene, ma anche in quanto donna. Non sono solo le donne a fare questa riflessione, ma anche tanti uomini. Di questo sono felice perché ritengo che a Pistoia ci siano molte persone valide ed impegnate, ma che ci sia bisogno di valorizzare maggiormente le donne, oggi poco rappresentate.
Da dove nasce l’intenzione di candidarsi?
Dalla richiesta di molti cittadini di fare qualcosa per il mio comune. Non sono un politico di professione, ma mi sono sempre impegnata nella vita sociale e politica della città. Di fronte a tante sollecitazioni non me la sono sentita di sottrarmi a questa responsabilità perché mi sento pronta a dire la mia. Non ho nulla da perdere, sono piena di entusiasmo e voglia di fare. E credo che quello di sindaco sia uno degli incarichi più importanti, perché è dalle città che si deve cercare di superare la grave crisi che stiamo attraversando, che non è solo economica e occupazionale ma anche culturale e di partecipazione.
Insistenti rumors la danno per favorita alle prossime primarie.
Sono una donna concreta e ai rumors preferisco i fatti. In questo momento conta il lavoro capillare e quotidiano di confronto con la gente comune, che è il mio punto di riferimento. Così continuo con gli incontri, i colloqui, le iniziative della mia campagna elettorale, cioè con la mia “strategia dell’ascolto” di tutte le migliori espressioni della città e dei tanti paesi del nostro comune.
Pistoia sta vivendo un delicato momento economico-sociale, dalla vicenda Ansaldo Breda, alla questione Aias-Apr. Qual è la Sua posizione in merito?
AnsaldoBreda deve diventare una questione nazionale. Insieme alla Regione dobbiamo impegnare il Governo a considerare il settore trasporti una priorità per il Paese, nonché chiedere a Finmeccanica un serio piano industriale. Sono stati compiuti errori e sottovalutazioni, anche da parte delle Istituzioni. E’ assurdo che in un settore nel quale nei prossimi dieci anni nel mondo è prevista una crescita a due cifre, noi rischiamo di perdere la nostra fabbrica. Ne va della vita di centinaia di famiglie pistoiesi e l’urgenza di intervenire è assoluta. Sulla vicenda Aias occorre lasciare che si compiano le azioni legali avendo come faro la tutela dei portatori di handicap delle loro famiglie e dei lavoratori.
In generale, che Pistoia si troverebbe a governare qualora diventasse prima cittadina?
Ho paragonato Pistoia ad una bottiglia di spumante che aspetta solo di essere stappata. Ha molte potenzialità inespresse che devono essere liberate, dalla rete delle piccole imprese, ad un centro storico che deve essere vissuto meglio nell’arco delle 24 ore e non solo di notte, ad un vivaismo di cui siamo potenza mondiale, ma che non riesce a fare sistema, al turismo che deve essere uno dei nostri punti di forza, ai tanti cittadini che vogliono essere interpellati.
Il sindaco uscente Berti, in un’intervista di qualche giorno fa, ha dichiarato di lasciare un Comune “sano”. E’ d’accordo?
Ogni nuovo amministratore si propone – è ovvio – di far meglio di chi l’ha preceduto. Anch’io. E’ vero che quella di Pistoia non è un’amministrazione in esercizio provvisorio, né commissariata, ma non possiamo negare elementi di criticità. Quella di una gestione attenta e riorganizzata delle poche risorse disponibili è una delle priorità. Dobbiamo far percorrere alla macchina gli stessi chilometri avendo meno soldi per acquistare il carburante. Non sarà semplice, ma qualche idea in proposito ce l’ho. A partire da sobrietà e risparmio, rivedendo tutte le voci in uscita e riorganizzando la macchina comunale in rapporto al ruolo che deve avere, comunque centrale, nella vita della città.
Il suo slogan elettorale è “Pistoia cambia volto”. Ed individua 10 priorità per la città.
Potete leggerle sul mio sito www.ceciliasindaco.it, ma sono tre le cose che si impongono su tutte: creare occasioni di occupazione, dedicare più attenzione a chi ha meno, a chi soffre, alle famiglie in difficoltà e dare più spazio ai giovani. Un volto diverso che va nella direzione di ricostruire il rapporto fra cittadini e istituzioni.
Sul suo sito, ha realizzato piccoli spot di 30 secondi l’uno in cui descrive la città che vorrebbe. Le chiedo, ora, di usare 30 parole per la Sua Pistoia ideale.
E’ un obiettivo a cui tendere perché la nostra azione deve puntare a migliorarsi sul piano dei diritti, a vantaggio dei pistoiesi e delle generazioni future. Posso elencare tante caratteristiche che vorrei vedere realizzate, ma tutto si può riassumere nell’impegno per fa sì che sia una città più umana.
Per concludere. Pensa che Pistoia sia pronta ad avere un sindaco donna?
Sì, credo che i pistoiesi siano pronti. E la loro convinzione mi ha dato la carica. Così anch’io sono pronta.
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