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“Pistoia cambierà. Intanto io sogno le Olimpiadi”

Fiducia, capacità, entusiasmo: gli ingredienti del successo in politica e nello sport.

Maurizio CarraraL’idea di diventare editore è stata una scommessa. O, come lui stesso definisce “una bella avventura”. Dal 25 luglio (data dello sbarco ufficiale della rivista a Pistoia) è, infatti, salito al timone de “Il Giullare” e lo ha fatto crescere. Le sue scelte, sempre intelligenti e ponderate, hanno fatto sì che queste pagine siano diventate gradualmente sempre più punto di riferimento per gran parte dei lettori della nostra provincia. Moderno, accattivante, serio, libero. Questo è stato il messaggio che ha trasmesso a tutti noi della redazione, come fosse un motto della sua vita. Maurizio Carrara, 37 anni (nelle foto), non è solo un novello editore, ma è uno dei componenti della nuova generazione di una famiglia che ha portato l’industria pistoiese ai vertici mondiali, con una storia centenaria iniziata nel lontano 1873 e passata poi per il padre Mario e i due fratelli Massimo e Marco. Un percorso di successi imprenditoriali nel quale non è mai stato messo in secondo piano il legame e l’amore per la propria città, Pistoia, e per tutto il territorio circostante. Per questo motivo, nel numero che dà il via al 2012 e per la prima volta, il nostro editore ci ha concesso un’intervista e, insieme a noi, ha tracciato un bilancio politico, economico-sociale della provincia di Pistoia, ma anche, in generale, della crisi che l’Italia sta affrontando.
Iniziamo, come piace a me, dai temi caldi. Quello più attuale: la politica.
A Pistoia, tra qualche mese, i cittadini saranno chiamati alle urne a scegliere il nuovo sindaco. Una tornata elettorale particolarmente importante per la città, dato che Renzo Berti ha terminato il proprio mandato. Che ne pensi?
“A Pistoia la situazione politica è abbastanza delineata. In questo momento la massima attenzione è per le primarie del Partito Democratico che dovranno esprimere il candidato del centrosinistra che, presumibilmente, sarà il nuovo sindaco”.
Facciamo un pronostico: il favorito?
“Sinceramente non conosco le dinamiche interne del Partito Democratico. Faccio prima a dire chi vedo meglio nella rosa dei candidati: Roberto Bartoli. Lo conosco dai tempi della scuola ed è un uomo serio e capace, ha studiato ed è uno stimato professore universitario. In più ha entusiasmo e sa stimolare anche chi lo ascolta. Trasmette un sentimento di fiducia e un’immagine di rinnovamento”.
Mi viene spontanea una domanda: la mancanza di alternanza è un limite per la crescita di Pistoia?
“Potrebbe esserlo. Qua, una grande fetta della popolazione vive ancora sulle idee trasmesse dai nonni, con una mentalità di grande paese, non di città che si spinge verso il moderno. In un futuro, neanche troppo lontano, le cose però cambieranno. I giovani di oggi sono diversi: studiano, viaggiano, conoscono altre realtà e si fanno un’idea propria. Per questo vedo, a breve, una Pistoia diversa”.
Negli ultimi anni hai deciso di investire anche a Montecatini in due locali storici come il “Gambrinus” e il “San Francisco”
“Credo nelle potenzialità della città termale, anche se capisco che ripartire in un momento di congiuntura economica negativa, non sia semplice. Penso che si debbano valorizzare al massimo le sue tre principali caratteristiche: benessere, intrattenimento e offerta commerciale. Per questo insisto a dire che, accanto al rilancio termale, sia necessario creare un tessuto di locali di qualità e attrazioni che possano essere un valore aggiunto per il turista. Purtroppo mi sembra che il trend sia quello di non favorire troppo queste realtà”.
Però con Miss Italia e i prossimi mondiali di ciclismo, forse, la città ha riacquistato un po’ di immagine.
“Sì, ma non ci si deve fermare qui. Se resteranno eventi spot non saranno serviti a niente. Se invece, anche nei prossimi anni, si continuerà a portare a Montecatini manifestazioni di questa importanza, i risultati si vedranno. E saranno tangibili”.
Oggi, tra l’altro, la crisi economica sembra aver colpito al cuore tutto il nostro paese.
“L’importante è non farsi condizionare dal pessimismo generale che ci trasmettono i media. Nei momenti di crisi esistono anche grandi opportunità e la selezione, spesso, la fa il merito. Ci sono meno possibilità, ma riservate solo ai più bravi, ai migliori”.
Passiamo alle tue passioni: lo sport. In primis il basket di Pistoia che vi ha visti protagonisti sempre in prima linea, sia con la presidenza di tuo padre Mario, sia come sponsor negli ultimi anni.
“L’unione con il basket di Pistoia ci ha sempre dato belle soddisfazioni attraverso grandi risultati: dagli anni d’oro della pallacanestro pistoiese, con mio padre Mario al timone della società prima e poi mio fratello Massimo, fino all’ultimo ritorno in serie A, che invece ci ha visti impegnati esclusivamente come sponsor. Nello sport però ci sono i cicli, così, dopo aver associato i nostri marchi al basket pistoiese negli ultimi cinque anni, abbiamo deciso di fare un passo indietro e lasciare il testimone a Giorgio Tesi Group, azienda leader nel settore vivaistico. La squadra, attualmente, sta facendo grandi risultati. Incrociamo le dita. Purtroppo, questa, per lo sport in generale e per il basket in particolare, è una fase delicata ed è sempre più difficile far quadrare i bilanci, nonostante l’impegno profuso dalla società per reperire i fondi. La speranza è che Pistoia sia tra quelle piazze che ce la faranno”.
Sappiamo che giochi anche a basket.
“Sì, a livello amatoriale: però, ti confido un curioso aneddoto: nonostante non abbia mai avuto a che fare con il professionismo in questo sport, posso vantare tra i miei ex compagni di squadra due atleti del calibro di Kobe Bryant e Paolo Moretti. Il primo, nelle giovanili della Libertas, quando suo padre Joe giocava a Pistoia. L’altro, fino a pochi mesi fa, nella squadra Uisp Bibliotech. Niente male per un dilettante com me”.
L’altra tua passione è il tiro a volo. Vero?
“Esatto, ho iniziato quando avevo poco più di 14 anni. Tutto è nato perché da bambino mi piaceva andare a caccia con mio padre. Fu lui a portarmi la prima volta al tiro a volo di Montecatini. Ho iniziato l’attività agonistica e in pochi anni ho raggiunto le massime categorie della disciplina. Dopo un periodo di inattività, sei anni fa ho ricominciato e il talento è rimasto lo stesso. Negli ultimi due anni sono stato finalista ai campionati italiani di Eccellenza classificandomi rispettivamente al terzo e sesto posto, ma ora l’obiettivo sono le olimpiadi di Londra”.
Sarebbe un traguardo eccezionale.
“Direi un sogno che si realizza. Mi è stato offerto di far parte della squadra della Slovenia: sono in corso le procedure per ottenere il doppio passaporto e già in questa stagione sto gareggiando con loro nelle competizioni internazionali. Se le procedure burocratiche si sbloccheranno a breve, le possibilità di andare a Londra potrebbero essere molte”.
L’intervista è finita, ma vorrei provare a farti un’ultima domanda. Posso?
“Mi sembra di aver detto tutto”.
In verità, della tua vita privata non ne parli mai e appari una persona molto riservata. Però, vorrei tentare di sapere qualcosa di più…
“Eh già, la mia vita privata. Ho avuto anche fidanzamenti lunghi, ma mai “tradizionali”. Non sono mai stato il tipo da pasticcini la domenica a pranzo a casa dei suoceri. E ora vuoi sapere se mi sposo? Credo che il 2012 sia l’anno giusto per fidanzarmi seriamente. Poi, quando sarà il momento di costruire una famiglia, deciderò di sposarmi. Ma non andrò oltre i quarant’anni. Sarà troppo presto?!”.

24,

gen at 8:00 PM

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