Il Giullare > “Nella società moderna non esiste più il sesso debole: eliminiamo la discriminazione”.
L’opinione di Elisabetta Rossi – Psicologa e Psicoterapeuta
Se nel secolo scorso la psicologia ha insistito sulla differenza tra i sessi e ha utilizzato il maschio come norma di riferimento, finendo per rendere la donna inferiore, le ricerche più recenti ci dicono che sarebbe sbagliato credere che uomini e donne siano identici.
Studi più recenti hanno il pregio di guardare al mondo dei giovani, futuri adulti di domani, in modo obiettivo, senza considerare che la vittima di un fatto violento debba essere per forza una donna. Negli anni della crescita insegnamo ai nostri figli che le femmine non si toccano, ma non insegnamo altrettanto alle nostre figlie.
Ed è proprio questa nuova ottica che conferisce agli ultimi trattati un interesse particolare: in sostanza si tratta delle prime indagini capaci di non dare per scontato che la vittima sia sempre una donna e che il persecutore sempre un uomo.
È di particolare interesse il fatto che, per raggiungere la parità in tutti i settori, anche il “sesso debole” debba passare per forza di cose da quelli che furono gli albori dello sviluppo del genere umano, quando vigeva la legge del più forte.
Gli sforzi compiuti da numerose correnti culturali per eliminare il sessismo e la discriminazione sessuale non hanno reso l’uomo identico alla donna, perché uomini e donne non sono diversi qualitativamente, ma quantitativamente nella gestione delle emozioni, nel modo di percepire la realtà, nell’uso del linguaggio e nella scelta di relazioni e priorità di vita.
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