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“Ora chiamatemi Sandra”

Pubblicato il 05/03/2010, 06:03:08 | Da Luigi Scardigli | Categoria: Amore Sconsacrato
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E’ in lista d’attesa all’ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna. Nel giro di un anno, la sala operatoria del nosocomio emiliano, dovrebbe riuscire, con un doppio intervento chirurgico, a cancellare, per sempre, i ricordi del suo passato che si chiama Alessandro Tognarini e consegnarla al futuro come Sandra Tognarini. “Mi ci è voluto del tempo, molto, forse troppo – racconta Sandra Tognarini, 46 anni, dalla propria abitazione milanese, dove vive da oltre dieci anni – , ma il dado è finalmente tratto e sono sulla strada di diventare Sandra: Sandra Tognarini, giornalista professionista, mestiere che faccio da quando non sapevo che cosa volesse riservarmi di così prodigioso il futuro”. Alessandro Tognarini l’abbiamo conosciuto
a Pistoia, alla redazione de Il Tirreno, dove arrivò carico di sogni, alcuni esauditi, altri persi per strada, nel 1989. Ma in tanti anni di sistematica e quotidiana frequentazione non avevamo mai scorto quel suo desiderio di essere una donna. “Ho provato a tenere lontano questo lato della mia indole fino a quando ho potuto. Poi però, dopo varie sedute psicologiche, mi sono dovuta arrendere all’evidenza e ho iniziato questo percorso. Sono felice e credo anche di essere pronta a vivere questa mia seconda vita, questo nuovo tratto
della mia esistenza. E’ vero, l’intervento, anzi, gli interventi, ai genitali e al seno, salvo contrattempi, dovrei subirli nel 2011, ma mi sento profondamente donna da un bel po’ di tempo e anche per strada, qui a Milano, la gente che ignora i miei trascorsi maschili, mi chiama signora, una parola semplice e banale che mi riempie di soddisfazione”.

A Pistoia invece, con i genitori e le vecchia amicizie, le cose sono diverse? sandra
“Sì, e non potrebbe essere diversamente. Però ringrazio i miei genitori per come sono riusciti a metabolizzare il mio cammino, il mio percorso. Devo riconoscere loro una straordinaria dose di amore e comprensione, perché capisco che non sia facile, per una madre e un padre, ritrovarsi improvvisamente di fronte ad una figlia che è stata, per oltre 45 anni, un figlio”.

Hai letto lel dichiarazioni di Monsignor Simone Scatizzi, l’ex Vescovo di Pistoia, circa gli omosessuali? Ha detto che “l’ostentata e di chiarata omosessualità impediscono l’amministrazione della comunione”… “Io sono cattolica credente. Ma, in questo caso, l’eretico è lui, non io. Non ho fatto scelte, ma mi sono
adeguata a un richiamo insopprimibile. A Pistoia comunque, dove vengo puntualmente per le feste comandate, vado regolarmente in chiesa nella mia parrocchia.
Nessuno ha mai sindacato sulla mia nuova sessualità: ero un figlio di Dio, sono diventata una figlia di Dio”.
Sandra è nata a Firenze nel 1964 e dopo una breve parentesi aglianese, si è trasferita a Pistoia. Si è laureata a Firenze, in Scienze Politiche, proprio durante la scalata al professionismo giornalistico. Ha collaborato con la redazione pistoiese de Il Tirreno dal 1989 al 1993 e poi, dopo un anno sabbatico, un lustro presso La Nazione. Nel 1999 ha lasciato Pistoia e si è trasferita a Milano, dove quattro anni più tardi, grazie ad un rapporto di collaborazione con Mediaset, le è stato riconosciuto il praticantatoed è diventata professionista.

Quando hai capito di essere nata in un corpo sbagliato? “Da sempre. Sin da bambino non ho mai avuto quegli atteggiamenti che contraddistinguevano i miei coetanei, ma non ho mai creduto di essere una donna. Ho provato in tutti i modi a tenere lontano quel calice che non riuscivo a digerire, ma poi, dopo due anni di incontri psicologici,iniziati per cercare di provare a guarire, me ne sono fatta una ragione eho intrapreso questo percorso”.

Mai avuto rapporti sessuali quando eri Alessandro?
“No, e nemmeno ora, da Alessandra: sono vergine insomma. Prima non sentivo la minima attrazione, ora ho paura che qualche corteggiatore, di fronte all’evidenza da correggere, reagisca male. Devo pazientare ancora un po’, ma arriverà il giorno che del mio trascorso maschile non ci sia più traccia e potrò, tanto per fare un esempio, pagare con la carta di
credito e non fare, preventivamente, prelievi al bancomat; o ritirare alle Poste una raccomandata con il mio nuovo nome e la mia nuova identità”.

Dopo l’intervento chirurgico tornerai a vivere a Pistoia?
“No, non credo proprio, ma non perché Milano sia quella metropoli della quale tanto si parla. E’ molto più provinciale di quanto si creda, ma la mia vita professionale,
tra Focus junior e altre riviste di viaggi per le quali collaboro, ormai è qua”.

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