Il Giullare > “Andare allo stadio non è solo roba da uomini”.
[singlepic id=2623 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Ama cucinare e preparare cene per i suoi ospiti, lavorare a maglia e scrivere (solo per sé, perché è gelosa di ciò che compone).Predilige tutto ciò che è creativo, ma non le piace assolutamente fare la spesa. Fin qui, il ritratto è quello classico di una bella signora bionda in pensione che smessi i panni della lavoratrice, decide di dedicarsi con passione e successo alla casa.
Invece, ciò che distingue Gloria Monti dal prototipo di casalinga tutta casa e faccende domestiche è un’ardente amore per i colori arancioni della sua Pistoiese. Amore che, da quattro anni, la fa essere presidente del Centro Coordinamento Club Arancioni, dopo essere stata in passato anche la massima responsabile del club Orange Lady (solo donne, tutte amanti del calcio arancione).
Un ruolo importante e di grande responsabilità, visto il progressivo allontanamento della città dalle vicissitudini sportive della Pistoiese: “Convincere i tifosi a tornare allo stadio – ci spiega – è la mia priorità. Anche perché, la squadra è ancora amatissima. Quando vado in centro per commissioni, perdo piacevolmente tutto il tempo a chiacchierare di Pistoiese con le persone che mi fermano. Vuol dire che ai pistoiesi l’amore non è passato”.
Ma il suo impegno non è solo opera di convincimento: ci sono da organizzare le trasferte (“il lavoro più duro, c’è sempre qualcuno che ha da ridire sull’orario, o sul ritrovo, o su quello, o sull’altro”), le strenne natalizie per la squadra e la dirigenza, le cene con i giocatori ed i tifosi, e soprattutto, le manifestazioni benefiche (in collaborazione con l’associazione “Cuoriamoci”, ad esempio, o per raccogliere fondi a favore della lotto contro la SLA).
[singlepic id=2622 w=320 h=240 mode=watermark float=right]La passione gliel’ha trasmessa Roberto Maltinti, portandola con sé allo stadio. Oggi, l’amore è talmente forte che parlare della partita col Mosciano (la sconfitta che ha sancito l’uscita dai play off, ndr) è quasi un tabù, perché la delusione è sempre troppo cocente (“Sono stata in lutto quindici giorni”), chiama i giocatori in campo per nome dagli spalti (“Allo stadio si sente solo me e il lunedì mi vergogno”), è - quasi – impossibile saltare una partita (“manco solo ad ottobre, perché vado in ferie”).
Mentre Gloria si perde nei meandri della memoria, raccontandomi aneddoti su aneddoti (sassaiola con la Massese in C1, il rigore che ha portato la promozione in B, la retrocessione) mi chiedo, e le chiedo, se sia mai stata penalizzata dall’essere donna in un mondo, per antonomasia, maschile: “Assolutamente no. Ho continui riconoscimenti ed attestati di stima e d’affetto.
L’ultimo, a Siena durante l’amichevole di qualche giorno fa. Mi hanno regalato una maglia”. Da vera tifosa non si lancia in pronostici affrettati (“voglio aspettare almeno le prime quattro/cinque giornate di campionato”), è cautamente fiduciosa ed estremamente curiosa di rivedere i “suoi” in campo. Esplosiva, simpatica, vitale Gloria ha un entusiasmo trascinante, e non è certo difficile immaginarsela fare il tifo allo stadio.
Ecco cosa ha detto di lei chi la conosce bene, Stefano Baccelli addetto stampa arancione: “Sintesi di un passato di passione, di un presente di speranza e di un futuro certamente radioso”. E per il bene della Pistoiese e dei suoi tanti sostenitori, noi ce lo auguriamo.
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