Il Giullare > “Donne e uomini non sono uguali: parola di sindaco”.
Roberta Marchi, primo cittadino di Pescia, ci spiega il ruolo della donna moderna e perché non deve esistere la cosiddetta “parità dei sessi”. “Si deve pensare anche alla carriera, ma mai a discapito della famiglia”
Fare politica, è una palestra di vita. Ed è servito anche al mio essere donna”.
[singlepic id=2591 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Parola di Roberta Marchi, primo cittadino del Comune di Pescia, che abbiamo incontrato in una calda mattinata di fine agosto, non per sapere da lei lo stato della sua città, ma per un confronto sincero, schietto e appassionato sul ruolo della donna sia nella politica – visto che è quella, la sua passione e il suo lavoro – sia nella società in generale.
Ci troviamo di fronte una donna di successo, moglie e mamma, stimata e rispettata nel lavoro come nella vita privata, con le idee molto chiare su quello che deve essere il ruolo della donna moderna: “Le donne e gli uomini non possono pretendere di fare le stesse cose.
Non deve esistere la parità dei sessi, ma la parità di diritto. Che, ad oggi non esiste visto che è difficilissimo per una donna fare carriera laddove, invece, per gli uomini è naturale. Non mi piacciono quelle donne che vogliono fare le “stronze”, le dure per imitare il modello maschile.
La donna deve mantenere la dolcezza, la femminilità perché è lei quella in grado di portare equilibrio ed è sempre lei quella, per natura, abituata a mediare. E sono questi gli aspetti su cui deve puntare”. Nella sua lunga carriera politica, grazie ad un carattere mite e alla mancanza di protagonismo (“problema che affligge l’uomo in generale, ma ancor più l’uomo politico”), nonché a qualche trucchetto imparato negli anni (“Alle riunioni, per limitare le possibilità di far parlare di me, arrivo per prima e vado via per ultima”) non ha mai sofferto particolari discriminazioni.
[singlepic id=2618 w=320 h=240 mode=watermark float=right]Anzi, quando ha cominciato la sua militanza nei partiti era l’unica donna in mezzo a tanti uomini, che l’hanno protetta e guidata quasi con senso paterno.
Ci dice che, secondo lei, la politica non è per tutte le donne perché è pericolosamente messa a rischio la vita privata. “La consiglierei solo a chi ha, davvero, forti motivazioni. A chi ha già, comunque, maturato delle esperienze in questo campo. A coloro che hanno volontà di spendersi per la cosa pubblica”.
Un segreto è, senz’altro, quello di capire che la carriera è una tappa provvisoria nella vita di una donna: “So – ci spiega – che il mio ruolo di sindaco è temporaneo. Oggi lo sono, alle prossime elezioni potrei non esserlo più. Questa consapevolezza tutela me e la mia priorità: la famiglia. Per questo, in vacanza spengo il telefono senza ansie inutili e riesco a delegare con tranquillità”.
Ama il suo lavoro, ama fare il sindaco (“altrimenti non lo avrei fatto, visto che non ci sono grandi vantaggi né economici né di tempo”) perché, come ci ha spiegato all’inizio della nostra piacevole – ed istruttiva – chiacchierata non è stata lei a scegliere questa strada. E’ stata la politica, fin dai tempi della scuola, ad aver scelto lei.
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One Response to “Donne e uomini non sono uguali: parola di sindaco”.
Daniele Ielli 6 settembre 2010 at 15:39
Da uomo, condivido. Non conoscevo la Sig.ra Marchi e me ne dispiaccio, provvederò.