Il Giullare > “Le quote rosa si facciano largo anche nel calcio”.
[singlepic id=2632 w=320 h=240 mode=watermark float=left]Ci sono delle passioni che crescono con noi. Passioni talmente grandi da diventare anche il nostro lavoro. Perché non c’è niente di più bello che svegliarsi la mattina ed essere felici di quello che si fa.
Penso questo mentre parlo con Patrizia Angeli, la neo presidentessa del Pesciauzzanese calcio: perché dalla sua verve, dal suo sorriso, dalla sua vitalità si palesa tutto l’entusiasmo che mette nel fare le mille cose che affollano la sua giornata. Il calcio è, da sempre, uno degli ingredienti fondamentali della sua vita: da quando, cioè, si divertita a giocare nei tornei estivi in montagna e da quando ha diviso il suo cuore tra il rossonero e il viola (“il Milan è il Milan e la Fiorentina è campanilismo”).
Poi, il figlio che aveva scelto questo sport non l’ha più fatta allontanare dagli stadi e da quattro anni segue da vicino, vicinissimo, le sorti del Pesciauzzanese: prima come amministratrice, poi come consigliera, ora anche come “presidentessa operaia”, usando proprio una sua espressione. Ovvero, una presidentessa che fa tutto (“non mi sembra di fare niente di più, rispetto a quello che già facevo l’anno scorso”, ci spiega) dal fare tesseramenti, al parlare con i genitori dei ragazzi più piccoli, fino a seguire il mercato della prima squadra.
Un lavoro duro ed intenso – anche se divide la presidenza col signor Giacomelli, già patron lo scorso anno – ma che ripaga Angela con grandi soddisfazioni e gratificazioni personali. Le chiedo se è difficile, per una donna, vivere quotidianamente in un mondo storicamente maschile: “Ho un rapporto bellissimo con giocatori e staff – ci racconta – e ci sono massima stima e rispetto reciproco. Mi sono fatta conoscere e se mi hanno scelta come presidente, vuol dire che qualche merito me lo riconoscono”.
Quasi a volermi dare conferma di questo, entrano in ufficio due giocatori della prima squadra per mettersi d’accordo con Angela sulla grigliata a casa sua del giorno dopo. Quando escono i ragazzi, mi dice: “Un gruppo di lavoro affiatato è alla base del successo. E’ lo spogliatoio che porta risultato”.
Angela è anche convinta dell’importanza di un buon settore giovanile, foriero di campioncini per la prima squadra (“ecco perché l’Italia, ai Mondiali, ha fatto una figuraccia: non punta su un buon vivaio”, ci spiega da vera esperta): non a caso, tra i suoi primi interventi, c’è stato un investimento sui preparatori atletici. Poi crede, soprattutto, nelle donne e nel fatto che in alcuni specifici ruoli, siano più adatte degli uomini: “Le donne hanno un maggior senso di responsabilità e sanno placare gli animi. In generale, ma soprattutto nel mondo del calcio, l’uomo parte con la polemica, poi arriva ad una soluzione. Le donne, agiscono al contrario: prima si risolve, dopo si fanno le considerazioni”.
E’ per questo che ha deciso di inserire nella società, in due distinti ruoli, donne. Le chiediamo, infine qual è l’obiettivo della squadra quest’anno: “Di solito si dice la salvezza – ride sotto i baffi, ricordando la stagione dello scorso anno in cui il Pesciauzzanese è arrivato alla fase play-off – però noi, certamente, non ci accontenteremo”. La caparbietà è, senz’altro, femmina.
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