Il Giullare > Sport dimenticati. Il grido: “Anche per noi strutture adeguate”.
Un viaggio all’interno delle realtà degli ingiustamente definiti “sport minori”, che pur regalando soddisfazioni e formando giovani campioni, devono pagare per una non sempre corretta gestione delle risorse pubbliche.
Li chiamano sport minori. Ma non si sa perché: l’affluenza degli appassionati è alta, i risultati sportivi ottenuti lusinghieri, portano pubblico e fanno vivere la città. Forse, allora, l’ingiusto appellativo di “minore” è legato alla scarsità di fondi, al fatto che nel rugby, o nello scherma, come nella ginnastica artistica (solo per citarne alcuni) non girano i capitali imbarazzanti propri di altri sport: e la conseguenza diretta di questo è che, spesso, le società sono costrette a convivere con strutture inadeguate alle proprie necessità. Poco tutelate da Provincia ed Amministrazione Comunale.
Un paradosso, in una città, Pistoia, che pullula di associazioni sportive che, tuttavia, si trovano relegate in impianti che limitano lo sviluppo, la crescita e la promozione delle diverse discipline. Eppure i vari Enti non sembrerebbero aver difficoltà ad investire: diversi sono, infatti, gli esempi, che testimoniano un’ imbarazzante spreco di risorse. Citiamone alcuni: sono stati investiti circa 670mila euro per i tornelli allo stadio Marcello Melani, nell’anno in cui, però, la Pistoiese è fallita nonché stanziati circa 800mila euro per dare alla blasonata società di ginnastica artistica “Ferrucci Libertas” - 138 anni di storia gloriosa tra Campionati del mondo e Olimpiadi – una nuova sede in Via Pertini, dopo il trasferimento (imposto dal Comune stesso) dalla Palazzina Coppedè, che risulta, tuttavia, ancora inadeguata (mancano, ad esempio, corridoio per il volteggio e buca per l’acrobatica).
Capitolo palestra Istituto Tecnico Pacini: dopo una serie infinita di passaggi burocratici, contrattempi, complicazioni tecniche, il prezzo per l’intervento – ritenuto comunque indispensabile, visto che la principale scuola superiore cittadina non aveva a disposizione una palestra per i suoi oltre mille studenti – che farà sorgere l’impianto nella vecchia fonderia d’arte Michelucci, è lievitato sconsideratamente: dal 2005 (anno di acquisto dell’area da parte della Provincia) ad oggi, siamo passati da un milione e mezzo a 2,7 milioni. Perché questa crescita spettacolare nei costi dell’intervento? Perché il progetto è complesso, e soprattutto perché la fonderia è un edificio sottoposto a vincolo dalla Sovrintendenza per i beni architettonici di Firenze e quindi, nella ristrutturazione, dovranno essere rispettati rigidi parametri che incidono considerevolmente sui costi.
Realizzarla in campo aperto, sarebbe costato notevolmente meno. Infine, la vicenda della palestra dell’istituto comprensivo Leonardo da Vinci, nel quartiere delle Fornaci: costata un anno di lavoro e 1 milione 147mila euro, è stata inaugurata a febbraio di quest’anno, salvo poi essere chiusa nei giorni successi per problemi di natura tecnica. E, ad oggi, non ancora riaperta. Visto il realizzato, quindi, le risorse ci sarebbero: nella pratica, però, realtà sportive importanti continuano ad “arrangiarsi” alla meno peggio. Tra queste, l’ A.S. Rugby Pistoia e la Scherma Pistoia “V. Chiti”.
Rugby
Incontriamo Umberto Materazzetti, fondatore, presidente ed allenatore della prima squadra, al Campo Pistoia Ovest, gestito direttamente dal Comune, e sede degli allenamenti. “Un campo di terra in condizioni pessime – esordisce – perché quando piove si riempie di fango, e quando non piove è polveroso. Il campo accanto, invece, è in erba e ben curato. Ma lì, sa, si allenano gli Juniores della Pistoiese”. Questo sport a Pistoia nasce solo sei anni fa, ed oggi conta ben 150 tesserati, di cui 75 professionisti: la prima squadra, promossa per meriti sportivi, milita in C1, e in questa stagione si è piazzata al 4° posto. L’anno scorso, per far fronte alle continue richieste di nuovi iscritti, e per dar modo a tutti di giocare, è stata fondata una nuova società – Rugby Pistoia 2010 – presieduta da una donna, Lombardi Annarita. L’alternativa al campo di Pistoia Ovest è il Turchi, sussidiario del Marcello Melani.
“Per noi è accessibile soltanto il sabato pomeriggio, per gli allenamenti dei bambini. Qualora volessimo usufruirne in altri giorni – continua Materazzetti – dobbiamo fare richiesta settimane prima. E’ una situazione difficile: il campo dove ci alleniamo è invivibile, tanti giocatori si sono fatti male per le condizioni del terreno. C’è la noia, tutte le volte, di dover sostituire le porte da calcio e metterci le nostre. E non c’è, assolutamente, la possibilità di fare il terzo tempo (piccolo rinfresco post partita per socializzare tra le squadre, il pubblico e gli arbitri, ndr) che nel rugby è parte essenziale. Siamo in trattativa con la Provincia per il campo della scuola Agraria ma mancano gli spogliatoi. Vorremmo aver la possibilità di usufruire del Turchi, disposti anche a spendere di tasca nostra per adeguare la struttura. Organizziamo finali a livello regionale, portando un notevole indotto per la città, e non abbiamo neppure una struttura dedicata”
Scherma
Gabriele Magni è un nome che non avrebbe bisogno di presentazioni: bronzo alle olimpiadi del 2000, 2 volte campione del mondo nel fioretto. E’ con lui che parliamo per sapere in quali acque naviga la scuola di scherma pistoiese. “Siamo in questi locali ricavati dall’ex mensa dell’ ITI da 20 anni – ci spiega – e ogni anno ci dicono che è una soluzione provvisoria. Negli ultimi cinque, abbiamo smesso di chiedere finanziamenti e sedi agli enti e ci siamo mobilitati per trovare autonomamente fondi e strutture adatte”. La scuola vanta grandi nomi e grandi risultati: serie A2 per la prima squadra in diverse specialità, un atleta (Marco Gori) vincitore di una prova di Coppa Europa Under 23, svariati altri bronzo e argento nei campionati italiani, Anna Ferni, in passato atleta oggi Maestro di spada anche per la Nazionale maggiore, così come Agostino Sanacore, anche Maestro con presenze in azzurro.
“Per ben due volte – ci racconta – avevamo trovato una possibile sistemazione, ma il meccanismo è stato interrotto dalla macchina amministrativa. La prima volta, c’era già lo sponsor pronto a finanziarci ma il terreno trovato sorgeva su una cassa di espansione prevista ma mai voluta realizzare. Nel secondo caso, fu il Comune stesso ad indicarci un capannone in Sant’Agostino, salvo poi bocciare il progetto per mancanza di posti auto”.
Gli chiediamo quali siano i problemi oggetti dell’attuale sede: “Il freddo, perché gli infissi sono vecchi, la zona abbandonata a se stessa, tra siringhe e degrado, il pavimento. Ma soprattutto l’altezza: solo 2metri e 35 che impediscono, ad esempio, di praticare la sciabola che prevede ampi movimenti ma che influiscono negativamente anche sul normale esercizio delle altre discipline”. Mentre scriviamo la scuola ha organizzato un Master Over 30: hanno dovuto migrare a Montecatini. Con una comprensiva perdita di arrivi e di immagine per Pistoia.
“Il caso ‘Da Vinci’ è stato una figuraccia per il Comune di Pistoia”
La vicenda della nuova palestra della scuola Leonardo da Vinci ha dell’incredibile. Come abbiamo avuto modo di denunciare pochi giorni dopo la sua inaugurazione, avvenuta alla presenza del Sindaco, è stata chiusa per motivi ad oggi non ancora chiari. Da voci non ufficiali abbiamo appreso di problemi legati all’ acustica e al riscaldamento posizionato sotto il pavimento. Di fatto, per quest’anno non è stato potuto utilizzarla. Risulta difficile pensare che i tecnici del Comune non sapessero dei problemi prima dell’inaugurazione, ma la smania del Sindaco di tagliare i nastri ha prevalso, portando l’amministrazione a fare l’ennesima figuraccia. Per fare chiarezza in merito ho presentato un’interpellanza in Consiglio Comunale con la quale si chiede non solo cosa ha portato alla chiusura, ma anche dove stanno le responsabilità, se nella progettazione o nella realizzazione dell’impianto, e soprattutto quando sarà finalmente funzionante. Questo è solo l’ultimo episodio che descrive una gestione fallimentare dello sport, in particolare di quelle discipline, che qualcuno ancora chiama minori ma che in realtà hanno un enorme bacino di pubblico e che nel nostro territorio crescono esponenzialmente come numero di praticanti regalandoci grandi soddisfazioni. E’ sotto gli occhi di tutti la mancata realizzazione di una palestra di scherma, peraltro presente nel programma del Sindaco, o le difficoltà che incontrano il rugby e le squadre di volley per trovare spazi adeguati. Senza soffermarsi sulle ovvie considerazioni dell’importanza del fare sport, credo che se le tante società sportive del nostro territorio fossero messe in grado di lavorare al meglio aumenterebbero gli utenti e riuscirebbero ad esprime, anche più di quanto fino ad oggi hanno fatto, molti nuovi campioni.
Alessandro Tomasi
Consigliere Comunale PDL
Comune di Pistoia
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