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“Ci vediamo a settembre” parola di Radiomorgana.

[singlepic id=2247 w=320 h=240 float=left]La metafora della radio aleggia costantemente nella biografia di questa affermata band valdinievolina.

Dal nome scelto per il gruppo, al contenuto dei testi, ai titoli per i brani e per gli album: tutto rimanda a quella scatola magica in grado di emanare note ed emozioni.

Nati nell’ottobre 2005, dalle ceneri di un preesistente gruppo, Radiomorgana altri non sono che quattro giovani artisti con la musica nelle vene: Cristian Toccafondi (detto Kri) è cantante e chitarra acustica, Massimo Paolini (alias Grifo) chitarrista, Damiano Beritelli suona la batteria e Alessio Iori il basso. Il loro punto di forza è la collaborazione (“siamo convinti che quattro teste lavorino meglio di una sola”, ci spiega il portavoce del gruppo, Cristian), e l’abolizione di ogni forma di individualismo (“se arriviamo al successo, ci arriviamo tutti e quattro insieme”).

La loro musica subisce  l’influenza del rock italiano: i Negrita, i Litfiba, i Subsonica ma anche gli U2 e i Cure. Nel loro repertorio solo brani inediti e già un album all’attivo (Radiomorgana, uscito nel 2009, dodici tracce), pubblicato in 300 copie esaurite in soli due mesi. Tra i brani L’Anomalia, un inno contro l’omologazione sociale, o Frequenza, metafora della continua ricerca, nella vita, della propria strada. La passione verace e radicata è la molla che carica e fa andare avanti, in una strada lastricata di difficoltà e di gratificazioni non sempre all’altezza dell’impegno profuso.

Eppure, grandi soddisfazioni, negli anni sono arrivate: aprire il concerto di Renato Zero, ad esempio, nel 2009 oppure partecipare al mitico Roxy Bar di Red Ronnie nel 2005 e ancora far da apripista all’esibizione degli Homo Sapiens.

Ma la gioia più grande è senz’altro il calore e la partecipazione del pubblico che, fedele, segue i Radiomorgana in giro per la Toscana, in ogni loro esibizione: “Vedere il pubblico che canta le tue canzoni – spiega Cristian – ripaga il tuo lavoro. Leggere su Facebook che gli utenti utilizzano le tue frasi come status, sentire gli applausi e l’affetto è la parte migliore dell’essere artisti.”

E quando chiediamo quali siano i progetti per il futuro la risposta è tanto semplice quanto ovvia: trovare un etichetta ed un produttore per abbandonare i confini regionali e fare il grande passo verso il panorama musicale che conta. Intanto, in cantiere c’è un nuovo album – La radio di Greta – contenente undici tracce. Lo attendiamo, in trepidante attesa, per settembre.


L’OPINIONE DI RICCARDO ANCILLOTTI

[singlepic id=2153 w=320 h=240 float=left]Determinazione e costanza, gli ingredienti del successo

Determinazione e costanza da sempre sono ingredienti indispensabili nel perseguimento di un obiettivo. Ma se a questi aggiungiamo profonda passione e grande talento, cosa succede?
Per quanto mi riguarda, i Radiomorgana sono stati tutto questo, fin dalle prime volte che li ho ascoltati ed osservati nei loro numerosi ed entusiasmanti live da vera rock band.

Uno spettacolo coinvolgente, attento e allo stesso tempo energico e grintoso che vanta il raro pregio di esibire solo brani inediti. I concetti espressi nei testi sono concreti e mai scontati: argomenti che vogliono e riescono spesso a far pensare, perfettamente armonizzati con melodie fresche e moderne, ma sempre deliziosamente orecchiabili. Non si permettono il lusso di lasciare niente al caso, dote rara ma indispensabile per chi vuole affrontare il mondo della musica con professionalità: infatti, se da un lato hanno grandi capacità compositive e comunicative, dall’altro sono scrupolosi e preparatissimi musicisti.

Aspettando settembre per il loro nuovo, atteso disco voglio dire un’ultima cosa: si parla molto di successo, da ottenere, raggiungere, vendere, ostentare: quattro ragazzi che suonano con dedizione, scrivono canzoni che piacciono, emozionandosi con il loro pubblico e poi si fermano a bere una birra giù da un palco, grande o piccolo che sia, con semplicità ed umiltà per me hanno già raggiunto il successo. O almeno quello che, a mio avviso, conta veramente.

27,

giu at 2:55 PM

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