Il Giullare > “Sono sempre stata Chiara” Cortometraggio d’autore
Si sono conosciuti, in compagnia delle loro mamme, qualche giorno prima che iniziasse la scuola elementare, intenti a scegliere il grembiule, la divisa per il primo arruolamento scolastico. E da allora – e sono passati quasi venti anni – non si sono più persi di vista. Non è il prologo di una struggente storia d’amore, ma quella di una profonda amicizia che nel tempo si è trasformata in complicità, un connubio che l’altra sera li ha portati a vincere il primo premio della giuria dell’ottava edizione del Festival Queer di Firenze, con il cortometraggio “Sono sempre stata Chiara”.
[singlepic id=2899 w=320 h=240 float=left]Tra Alessandro Daquino (regista) e Lorenzo Vannucci (direttore della fotografia), pistoiesi doc, ci corrono appena 17 giorni (26 agosto e 12 settembre, del 1986). “Siamo una coppia affiata – rispondono dandosi vicendevolmente la precedenza i freschi vincitori del prestigioso Queer Festival fiorentino – abbiamo appena iniziato a muovere i passi. Alle nostre non certo robuste spalle abbiamo però due cortometraggi che ci hanno spinto a non arrenderci e, come d’incanto, ecco il confortante Festival fiorentino”.
Prende la parola Lollo e, sorridendo, ricorda: “Da piccolo stavo con la macchina fotografica davanti alla tivvù accesa. Non so quanti rullini fotografici ho chiesto, a mio padre, di portare a sviluppare. Oggi mia madre, da stilista designer, difende i miei sogni, ma mio padre non riesce a catalogare come lavoro tutto ciò che esula dalla fisica e dalla meccanica.” I genitori di Alessandro invece stravedono per la fulminea carriera del loro pargolo. La coppia, però, non può essere in alcun modo scissa da una terza persona, anch’essa perfettamente incastonata tra le mire artistiche dei due: si tratta di Sandra Donati, fidanzata di Alessandro.
E’ lei la dea ex machina dei loro progetti, la public relation, l’addetta stampa, l’organizzatrice di eventi, la scopritrice di talenti: è stata lei a portare davanti alle telecamere Valentina Chiarugi protagonista straordinaria (Chiara) dell’ultimo cortometraggio. “Abbiamo voluto partecipare al concorso – afferma il regista – consapevoli che il tema tanto dibattuto sulla transessualità avesse bisogno di una pagina di poesia, per questo abbiamo deciso di voler concorrere scrivendo qualcosa che non fosse il tanto inflazionato stereotipo di gay virile e palestrato o della lesbica estromessa dai desideri, ma qualcosa che avvicinasse tanto l’uno che l’altra al mondo della quotidianità, pensando ad una coppia formata da una transessuale operata e moglie di un etero che si imbattono nella difficoltà dell’adozione di un bambino. Abbiamo colto nel segno. Siamo soddisfatti”.
[singlepic id=2928 w=320 h=240 float=right]E ora?
“Ci auguriamo venga il bello. Questo ultimo corto è stato patrocinato dall’associazione Trans Genere di Torre del Lago, presieduta da Fabianna Tozzi. E’ stata lei a rincarare piacevolmente la dose, chiedendoci di scrivere ancora qualcosa che facesse al loro caso. E’ infatti già in cantiere, in attesa di trovare i fondi per realizzarlo, “Effetti collaterali”, un nuovo cortometraggio nel quale reciterà anche Gabriele Belli (nella foto in alto, ndr) ex concorrente trans del Grande Fratello”.
Ma il cortometraggio è una condizione rigorosa?
“No, nulla è definitivo, nulla è per forza. Ci stiamo cimentando e irrobustendo in questo campo. E’ comunque un’ottima palestra”.
Sempre in coppia?
Lollo ci pensa un attimo e poi, con un’espressione tipicamente anglosassone, riconosce che “non si sa mai, la vita, quali opportunità offra”; Ale invece, terribilmente mediterraneo, lo incalza sostenendo che “un direttore della fotografia bravo come Lollo, non esiste”.
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