Il Giullare > “Tornerò a Sanremo, ma per vincere”
C’è chi dice che le passioni vanno coltivate fin da piccoli se, da adulti poi, si vogliono raggiungere importanti risultati. Il percorso di Veronica Ventavoli, valdinievolina doc, trapiantata in terra senese per motivi di studio, conferma l’eccezione alla regola. Sostenuta dai genitori perchè si dedicasse alla danza e ad un futuro da ballerina, solo a 17 anni realizza che la sua attitudine artistica propendeva più per la musica.
[singlepic id=2142 w=220 h=140 float=left]E siccome, come ci racconta lei stessa, quando si decide di fare qualcosa bisogna farla al meglio, prende subito seriamente questa passione e si mette, ostinatamente, a studiare scoprendo, fin da subito le sue innate potenzialità. Si iscrive a numerosi concorsi canori, non incontrando, però, una completa soddisfazione: ci racconta che un’iniziale testardaggine e una difficoltà ad accettare critiche e consigli non le permettevano di esprimere al meglio le proprie doti. Nel 1997, però, diventa finalista per il centro-sud Italia del “Festival Nazionale degli Interpreti” e decide di tentare la carta più importante per un musicista italiano: Sanremo.
Si iscrive per ben otto volte alle selezioni dell’Accademia della canzone di Sanremo. La svolta, prima nel 2002, quando riesce a classificarsi al 13° posto, ma soprattutto nel 2004 quando, vincendo la finale regionale dell’Accademia – svoltasi a Colle Val D’Elsa – e piazzandosi tra i primi tre della finale sanremese, acquisisce il diritto di partecipare al Festival vero e proprio del 2005 come giovane promessa. Il brano “L’immaginario” – composto da Marco Ciappelli e Diego Calvetti, autori di Noemi, Dolcenera, Irene Grandi – convince pubblico e giuria e si piazza al terzo posto.
L’anno successivo pubblica, con etichetta Universal, il suo primo album “L’amore è semplice”: nonostante il successo improvviso e inaspettato, la vita di Veronica non è radicalmente cambiata. Dopo un periodo iniziale di promozione del cd in giro per le piazze e per le radio italiane, è tornata a studiare all’Università di Siena e a dedicarsi a spettacoli in giro per la Toscana. Progetti per il futuro? “Il successo che ho avuto in questi anni è stato più di quello che mi aspettavo e che speravo – ci spiega Veronica – quindi, sono già ampliamente soddisfatta. Tuttavia, dopo essermi fermata un paio di anni ho ripreso a lavorare per poter partecipare di nuovo a Sanremo, magari con qualcosa di più grintoso rispetto all’album passato”.
“Veronica è una grande interprete”
Quando Veronica consacrò il suo talento sul palco internazionale dell’Ariston, il caso ha voluto fossi anche io a Sanremo, come compositore con Umberto Tozzi, perciò ricordo bene l’impatto e l’energia che quetsa straordinaria interprete fu in grado di trasmettere. Era come se fosse sempre stata lì, quello era il suo posto ed infatti convinse tutti – pubblico ed esperti di settore. Non era la prima volta che ascoltavo Veronica: la sua voce la conoscevo bene – fin dai tempi dei locali, dell’indispensabile e sacrosanta gavetta – , un timbro chiaro, deciso ma allo stesso tempo caldo e profondo, una naturale e rara capacità di cogliere l’essenza comunicativa di un brano e trasformarla in una dinamica carica emozionale. La stessa canzone cantata da lei, assume immediatamente un altro spessore ed una forte riconoscibilità, ingrediaenti indispensabili per il successo di un’artista. E’ nota a tutti la voglia di Veronica di lanciarsi in un progetto tutto nuovo, più grintoso, come dice lei. Beh, che dirvi..di fronte ad una voce così io sto solo aspettando.
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