Il Giullare > Dalla protesta alla proposta
Come recitava un vecchio slogan politico voglio sottoporre l’attenzione su cosa concretamente si possa fare per salvare Montecatini senza aspettare che sia Bertolaso a dircelo.
Le problematiche sono tante e solo con uno sforzo enorme da parte di tutti si può cambiare questo vento di immobilismo che ormai regna a Montecatini in particolare ed in tutta la Toscana in generale.
Un giorno, circa 30 anni fa, dopo un acquazzone estivo mio cugino mi chiamò e mi portò in Viale Diaz a divertirci con le biciclette in mezzo ad un inaspettato laghetto; nell’incoscienza di un bambino pensavo “la prossima settimana faranno i lavori e non si allagherà più la strada”. Sono passati più di 30 anni e ancora non è stato fatto niente.
Oggi c’è una sorta di cantiere aperto che porterà alla costruzione di una piscina termale alle Leopoldine; una cosa che andava fatta almeno 50 anni fa e che quindi non sarà trainante per portare turisti di livello, ma solo complementare al soggiorno stesso. Non per questo meno importante. Trainante vuol dire partire da casa propria in Puglia, Svezia, America, Svizzera o da qualsiasi parte del mondo per arrivare in una meta precisa e ben definita e non penso che questo possa essere la piscina delle Leopoldine. La piscina dell’Hotel Astoria è più bella.
Inoltre c’è in atto in questi giorni la costituzione di una sociètà che si pone l’obbiettivo di riaprire in grande stile lo stabilimento Torretta con tutto il suo parco anche qui con le piscine termali. Sinceramente questa idea mi piace molto di più perché la location, come si usa dire ora, è davvero molto bella, bellissima. Ho solo paura dei tempi di realizzazione.
Unica sarebbe stata una piscina che partiva da Montecatini Alto ed arrivava in pineta; con vari dislivelli, nella più classica campagna toscana per cui siamo famosi in tutto il mondo; ma qui penso che nessuno abbia mai neanche pensato una cosa del genere, mentre in tutto il mondo lo hanno già fatto.
Comunque per tornare al vecchio slogan dell’ allora Movimento Sociale sono nella mia modesta rubrica a suggerire quello che penso vada fatto immediatamente. Tenetevi forte.
Dedicare uno stabilimento alla chirurgia estetica; inutile sottolineare quanto sia esponenziale nel mondo. Bisogna convincere gli investitori ed assicurargli la massima disponibilità in tutto e per tutto. Questo vuol dire non parlare di cambi di destinazione, affitti se non simbolici per almeno i primi 6 anni ed evitare tutte le problematiche tipo sovraintendenza o altri oneri che oggi non sono più commercialmente sostenibili.
Uno stabilimento “regalarlo” a Antonio Pagni: abbiamo la fortuna di averlo qui e non facciamo nulla per aiutarlo in tutti i modi possibili per creare un centro di livello internazionale?
Un altro stabilimento dedicarlo ai bambini, un grande, bello, sicuro, moderno asilo nido con la mensa e anche un pediatra presente tutto il giorno. Questo è un mercato enorme sulla cresta dell’onda che sta nascendo in tante località turistiche; dedicare attenzione ai bambini è dare tempo e svago ai genitori.
Facilitare il più possibile l’accorpamento dei piccoli alberghi: le strutture di 20 camere non hanno, purtroppo più ragione di esistere e qualora non sia possibile questo dare immediatamente lo svincolo alberghiero e trasformare la struttura in civili abitazioni di pregio, cioè di almeno 100 metri quadrati e non di 50 che, com’ è facilmente intuibile, favoriscono altri tipi di investimento.
Per esempio in Spagna danno il permesso di abbattere le case vecchie e fatiscenti con la possibilità per il proprietario di ricostruire gli stessi volumi fuori dal centro, migliorando l’aspetto estetico della città stessa e portando tanto lavoro alle imprese, senza pensare al beneficio economico del proprietario stesso.
La Spagna sta vivendo una crisi enorme, molto più forte della nostra; ma quando ci andavo le prime volte in vacanza i ragazzini mi chiedevano di bere un goccio di cocacola dalla lattina che avevo in mano oltre a chiedermi gli spiccioli che avevo in tasca.
Abbiamo proprio in questi giorni un esempio lampante in città; le Panteraie, che hanno investito e bene, stanno avendo un successo enorme; una delle realtà vive e concrete della nostra città a cui tutti in qualche modo dobbiamo inspirarci.
Mi viene da pensare che le presenze alle terme di Montecatini siano molto, ma molto meno di quelle delle Panteraie.
Tornare ai fasti a cui miriamo implica investimenti importanti; ma prima ci vogliono le idee, i progetti; non abbiamo ancora costruito un parcheggio in centro. Sicuramente non sarà una cosa facile ma lo hanno fatto a Portofino e a Firenze, tanto per fare un esempio.
Non dobbiamo inventare nulla ma seguire quello che il mercato globale sta cercando e volendo.
Tanti auguri Montecatini, ora o mai più.
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