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L'Accento di Carlo Taddei – “Se al posto del Padule ci fosse stato Eurodisney?”

Consorzio di Bonifica del padule di Fucecchio. Cioè un consorzio che opera per bonificare appositamente il padule di Fucecchio. Bonifica: serie di interventi riferiti a un territorio paludoso e malsano, tali da rendere l’ambiente fruibile agli uomini. Già durante il ventennio, Benito Mussolini, aveva fatto bonificare moltissime aree paludose compresa quella di Fucecchio, riducendola allo stato pressoché attuale. Superati gli enormi problemi che il dopoguerra aveva lasciato, grazie anche allo sviluppo industriale che noi tutti conosciamo, le cosiddette autorità competenti decisero che il padule di Fucecchio andava bonificato ulteriormente. Non si poteva certo lasciare nel cuore della Toscana un enorme acquitrino che, oltre a essere pericoloso per la salute dell’uomo, non favoriva lo sviluppo di tutti i comuni limitrofi. Ecco perché è giusto, in qualche modo, tassare tutti coloro che vivono o hanno un’attività nei comuni vicini al padule. Uno sforzo che avrebbe dovuto portare al risanamento di un’area enorme per avere sviluppo e beneficio per tutti. Tutto questo è un riassunto utile per chi, come penso molti giovani, non capisce perché siamo obbligati a pagare questa tassa. Ma in tutti questi anni ho compreso che un giorno è stato deciso che il padule di Fucecchio dovesse rimanere cosi com’è. L’enorme senso del rispetto dell’ambiente, l’ondata di ambientalismo mondiale, prevalse fra tutti, politici e non e fece sì che tutto questo avvenne con la massima naturalezza. Magari, dato che tanti anni fa, fecero un sopralluogo in merito, e io ebbi il piacere di ospitarli a pranzo, coloro che decisero di costruire Eurodisney a Parigi e al posto della città della Torre Eiffel, avrebbero potuto scegliere quell’area grandissima del padule bonificato a metà strada tra Pisa e Firenze con più di diecimila posti letto a Montecatini e (non ultimo come importanza) nella terra di Pinocchio. Con il particolare in più di un clima  molto migliore di quello di Parigi. Ci rendiamo conto di cosa sarebbe potuta essere la Toscana tra Pisa e Firenze oggi? Vi prego, pensateci bene. E non pensate a quelle tre cicogne che ogni due o tre anni si fermano a nidificare su un palo della luce tipo film western all’italiana, alle quali anche le cronache locali e le televisoni dedicano molto più spazio di qualsiasi evento socio culturale. Non pensate nemmeno un attimo a quello che è ora. Pensate ciò che sarebbe potuto essere, allo sviluppo generale che avrebbe potuto portare a come avrebbe reso il nostro territorio che sarebbe stata meta continua di turisti provenienti da tutto il mondo.
Ma veniamo ai giorni nostri: paghiamo una tassa che per il 75 per cento serve per mantenere l’apparato e per il 25 per cento serve per la manutenzione. Ma cosa ne pensate di un aeroporto internazionale al posto del Padule di Fucecchio? Mi dispiace, ma io avrei preferito così, almeno l’ara del Padule avrebbe avuto una funzione concreta. Dobbiamo trovare un sistema per sfruttare turisticamente questo immenso “tesoro”, non vorrei che si iniziasse a pensare che per preservalo allo stato attuale comporti dei limiti tali che non consentano manifestazioni legate allo sport o altre attività ludiche e ricreative per tutti. Sarebbe come dire che in montagna non si possono tagliare gli alberi per fare le piste da sci o gli impianti di risalita. Quindi auspico davvero che il Padule in un futuro prossimo, possa ospitare manifestazioni di tutti i generi. E’ anche molto strano che tutti i casolari vicini siano abbandonati da decenni: nessuno di quelli che pensano che il padule sia un’oasi di benessere ha pensato di andarci a vivere vicino? E sottolineando la mia irrefrenabile ironìa, penso davvero che il Padule di Fucecchio oggi possa e debba essere una fonte di sviluppo. Forte, importante, da attuare subito; non si può perdere altro tempo.
Non lasciamo il padule abbandonato ai pochi fruitori attuali, rendiamolo accessibile a tutti con parcheggi custoditi, servizi igenici, punti di ristoro attrezzati a ricevere le famiglie e tutti coloro che vogliono organizzarci, ad esempio, delle gare ciclistiche. Va reso appetibile a tutti e quindi cambiare totalmente la concezione di gestione di questo immenso spazio.

4,

dic at 6:37 PM

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One Response to L'Accento di Carlo Taddei – “Se al posto del Padule ci fosse stato Eurodisney?”

Angie 18 maggio 2010 at 15:08

Buon giorno Sig. Carlo

Sono d’accordo per un parco Disney, ci sono tante tecniche per costruire e salvare allo stesso modo.
Trova la soluzione per le due cose e sono sicura che si realizzeranno.
Angie

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